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La faida di Scampia dietro l’omicidio del boss a Terracina: 4 arresti dopo 5 anni di indagini

Sono stati necessari cinque anni di indagine per individuare e arrestare i responsabili dell’omicidio di Gaetano Marino, un boss del clan camorristico napoletano degli Scissionisti in vacanza con la famiglia sul litorale di Terracina, dove il 23 agosto 2012 venne crivellato da 11 colpi a pochi passi dalla spiaggia.

All’alba gli agenti della squadra mobile di Roma e Latina, con la collaborazione del commissariato di Terracina e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Capitale, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Roma nei confronti dei presunti responsabili del delitto: Arcangelo Abbinante, 27enne accusato di essere l’esecutore materiale; Giuseppe Montanera, 41enne considerato componente del commando; Carmine Rovai e Salvatore Ciotola che avrebbero fornito l’appoggio logistico.

Dietro l’omicidio di Marino ci sarebbe la faida, in atto nel 2012 tra gli Scissionisti di Secondigliano per la gestione di una zona del quartiere napoletano di Scampia. Marino, all’epoca 48enne, era il fratello di Gennaro Marino, detenuto in regime di carcere duro, capo dell’omonimo clan delle cosiddette «Case Celesti», di cui Gaetano era il reggente.

L’uccisione di Marino, secondo gli investigatori, si inserisce nello scontro aperto tra le fazioni costituite dalle famiglie Abete – Abbinante – Notturno da una parte, e dall’altra quella formata dai Marino – Leonardi – Vanella Grassi, in quella che viene chiamata la «Faida di Scampia» e che provocò decine di morti. Il boss doveva il soprannome Moncherino al fatto di aver perso entrambe le mani nello scoppio di un ordigno.

L’uccisione di Marino all’epoca suscitò molto scalpore, sia per le modalità sia perché avvenuto in piena estate sotto gli occhi di decine di bagnanti terrorizzati. Morì in costume da bagno e ciabatte, crivellato di colpi davanti allo stabilimento Sirenella, dopo aver risposto a una telefonata che venne considerata «una trappola» per farlo arrivare dalla spiaggia al lungomare, dove ad attenderlo c’erano i due killer a bordo di una Punto Grigia: uno scese dall’auto e a bruciapelo lo colpì con una pistola semiautomatica al petto e al torace e poi gli diede il colpo di grazia dietro la nuca.

Alcuni mesi prima di morire Marino era stato al centro di un caso televisivo: su Facebook lo scrittore Roberto Saviano aveva denunciato la sua presenza in prima fila al Teatro Politeama di Catanzaro durante una serata registrata e poi andata in onda su Rai 2 nel 2010, in cui aveva cantato la figlia 12enne del boss.

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