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A Formia il ristorante Chinappi festeggia 60 anni

Formia celebra la storia d’impresa, di famiglia e di gusto a marchio Chinappi, da 60 anni l’insegna della buona cucina di mare e della buona pizza nella città portuale del basso Lazio, in pieno golfo di Gaeta. A Franco Chinappi, pizzaiolo, alla moglie Anna è stata ieri consegnata una targa da parte del Sindaco, Sandro Bartolomeo, quale ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni.

E per tutto il giorno, V edizione di Eccellenze Pontine promosso dal Circolo della buona tavola, amici, clienti storici, fornitori hanno fatto omaggio alla famiglia di ristoratori che vede ora in sala Michele, sommelier capace di far scoprire ogni chicca del vigneto Lazio, e Angela, bravi nel creare quell’atmosfera elegante e discreta per far sentire ogni cliente come a casa propria. Due i piatti iconici nella loro semplicità: la pizza Chinappi, a base di pomodoro e pecorino, e la sogliola olio e limone. E poi le varietà ittiche del basso Mar Tirreno provenienti quotidianamente dalla pescheria di famiglia, sempre e secondo la stagionalità, con la rituale asta del pesce condotta ogni pomeriggio dal genero, Gino Purificato, il fornitore dei migliori ristoranti di Roma, tra i quali il Chinappi gestito da Stefano con la rivoluzionaria proposta della pasta a fine pasto.

«Tutto è iniziato nel 1957 quando Antonio e Vincenza – racconta il figlio dei fondatori, Franco – aprirono qualche tavolo a scomparsa sotto gli aranceti. Che soddisfazione l’acquisto delle primi sedie Salvarani e solo dopo tanti sacrifici riuscimmo a comprare quelle di paglia. Di quegli anni conservo ancora una pala di legno per la pizza; adesso le fanno in lamiera ma io ho ancora quella usata per il forno a legna. Il primo cliente, Gaetano Di Nitto, era un ciabattino; ordinò la prima pizza e dopo quella Margherita non ci siamo più fermati. Da sette anni siamo passati alla Ferrari dei forni, a gas, ma il segreto di una buona pizza sta in come si tocca l’impasto. La pizza – ha detto Franco – è come una donna, servono i muscoli ma bisogna sempre toccarla con rispetto».

Per Michele, il sommelier, il segreto del successo è invece la passione. «Io sono nato e cresciuto qua dentro e ho visto crescere – ha sottolineato – il nostro territorio e i suoi vini. Di regionali ne abbiamo 30 in carta, con grande attenzione agli emergenti come Artico di Aprilia e Antiche Cantine Migliaccio di Ponza. Siamo aperti tutto l’anno e col primo sole è un piacere aprire i tavolo sotto gli aranceti, tra monti e mare. Mio figlio studia Scienze del Turismo, non lo forziamo, ma se avrà passione questo è il suo futuro».

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