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LETTERA In spiaggia (deserta) con il mio cane al guinzaglio ho preso una multa di 200 euro

Buongiorno,

scrivo per segnalare un episodio che mi è capitato ieri mattina (4 agosto), decisamente sgradevole e per certi aspetti persino surreale: un atto di vera e propria discriminazione e aggressione nei confronti dei nostri amici a 4 zampe. Mi sono recato sul bellissimo litorale di Lagolungo, comune di Fondi, provincia di Latina, alle ore 7 del mattino, per fare una passeggiata in spiaggia in compagnia del mio cane Tango.

Dato l’orario la spiaggia era completamente deserta, in lontananza un pescatore di “telline”, una coppia che passeggiava placidamente, un runner: per il resto centinaia di metri di litorale completamente VUOTO.

Dopo pochi passi mi sono visto venire incontro tre individui in tenuta “turistica” (pantaloni corti, polo…) che si sono qualificati quali agenti di Polizia Locale (al collo portavano appesi come bizzarri ciondoli dei distintivi). Mi hanno comunicato che ero in contravvenzione perché “E’ VIETATO PORTARE IN SPIAGGIA CANI A QUALSIASI ORA ANCHE CON GUINZAGLIO E MUSERUOLA” (Tango era al guinzaglio), che mi dovevano fare un verbale e che la sanzione è di € 200,00!

Data l’ora e le condizioni al contorno sono rimasto semplicemente stupefatto. Riflettendoci, a posteriori, mi è parso evidente che si trattava di una operazione costruita, una vera e propria imboscata, una trappola. Come non ipotizzare che il fine di una simile operazione possa essere quello di rimpinguare, ai danni di quale malcapitato amante degli animali e delle passeggiate all’alba, le casse comunali? I riferimenti normativi che si evincono dal verbale sono: il Codice della Navigazione (!) e una “ordinanza balneare” n. 82 del 30.04.2018.

Dai vigili mi è stato detto che tale ordinanza è reperibile nel sito del Comune: ho cercato invano tra Albo Pretorio e Archivio degli Atti senza trovare altro che il titolo del citato atto, ma nessun testo. Comprendo la necessità di reprimere e soprattutto di prevenire atteggiamenti nocivi e illegali, ma in questo caso non riesco davvero a capire la ‘ratio’ di quella che mi è parsa una vera e propria aggressione (3 agenti su una spiaggia deserta che fronteggiano una persona con un cane al guinzaglio).

A volte credo che dovrebbe prevalere il “buon senso” rispetto ad altre ragioni che rinuncio ad indagare. In ogni caso non è certo questo il modo per incentivare il turismo ed accogliere visitatori attratti dal fascino di questa provincia legata al mito di Odisseo e della dea Circe. Non aggiungo altro. I fatti si commentano da sé, il senso di amarezza e frustrazione è profondo.

Cordiali saluti

Francesco D’Acunto

Sesto San Giovanni (MI)

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