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Follia a Roma. E Genny ‘a carogna diventa una star

Le immagini che lo ritraggono col pollice alzato in segno di ok, va tutto bene si gioca, hanno fatto il giro del mondo, prova evidente del potere delle curve negli stadi. La stampa estera, poi, ha individuato in lui il pretesto per gettare fango sull’Italia.

Gennaro De Tommaso, meglio noto come Genny ‘a carogna, è il personaggio chiave di quella che all’estero hanno definito la Coppa della vergogna, e di quella trattativa tra ultrà, società e forze dell’ordine – oggi smentita dal questore di Roma e dal ministro Alfano – che ha ritardato di 45’ l’inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, disputata poi in un clima surreale.

Quel capo ultrà del Napoli che media col capitano azzurro Hamsik, e poi con dirigenti e forze dell’ordine, che placa la curva inferocita che si scaglia con petardi e bombe carta contro i vigili del fuoco, ma si ritrae in buon ordine quando lui allarga le braccia e intima di stare buoni, e infine dà l’assenso a che lo spettacolo cominci, ha tenuto la scena a lungo nei drammatici minuti che hanno preceduto l’incontro poi finito col successo degli azzurri per 3 a 1. Personaggio noto alle forze dell’ordine, il capo dei Mastiffs, i mastini della curva A, gestisce un bar nel cuore di Forcella e ha precedenti per spaccio di stupefacenti. Risale al 2008 un arresto proprio per traffico di droga. Nel suo passato – si apprende dalle forze dell’ordine – anche un provvedimento di Daspo. Ma De Tommaso non è nuovo a una certa visibilità mediatica: la sua foto a torso nudo all’Emirates di Londra in occasione della partita di Champions League tra Arsenal e Napoli dello scorso ottobre ebbe molto risalto sui giornali inglesi venendo associata alla devastazione di un pub poco distante dal campo di gioco di cui in un primo momento furono accusati i tifosi azzurri. Successivamente Scotland Yard chiarì l’estraneità dei tifosi azzurri rispetto a quell’episodio. La sua scalata ai vertici della curva A, cuore del tifo azzurro, è partita dalla guida del gruppo dei Mastiffs, per arrivare alla leadership dell’intera curva. Il suo nome (pur essendo estraneo a quella vicenda) compare anche nell’ordinanza che nel 2008 portò a 40 arresti per gli scontri di Pianura, a Napoli, in piena emergenza rifiuti. Allora si parlò di un coinvolgimento di esponenti del tifo organizzato in quegli incidenti. Lo cita il pentito Emilio Zapata Misso, nipote del boss di camorra Giuseppe Misso, nel rivelare ai magistrati la geografia dei gruppi della curva e i loro rapporti con alcuni clan. «Il capo dei Mastiffs è Tommaso De Gennaro – disse – detto Genny ‘a carogna, figlio di Ciro De Tommaso, un affiliato al clan Misso».

Sui social network tanta indignazione ma anche molta ironia. Su twitter spopola l’ashtag #ilcapoultrahadeciso: sul social c’è chi parla della trattativa Stato-‘a carogna ma anche su Facebook si sprecano le battute. C’è chi lo vede a pranzo con Renzi come nuovo ministro dell’Interno e chi convocato al Quirinale per fare il governo, ma anche chi gli chiede di spostare gli esami e chi si domanda se non deve chiedere il permesso a Genny per fare colazione. Perchè l’ironia, a Napoli, non viene mai meno anche quando a prevalere nei commenti è la parola vergogna.

Comments

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  • Carlo

    E che dobbiamo commentare… Ha detto bene Grillo: la repubblica è morta, e non siamo capaci neppure di organizzare un funerale dignitoso…
    E allora…W ‘a carogna, gloria a lui e a tutti quelli come lui…

MandarinoAdv Post.