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Sciolto il Consiglio regionale, pressing per il voto

Il Consiglio regionale del Lazio, scosso alle fondamenta dallo scandalo dei conti Pdl, è ufficialmente sciolto: comincia quindi la corsa verso il voto che deciderà chi succederà a Renata Polverini, da ieri dimissionaria. Ed è iniziato il pressing contrapposto sul ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri sulla data del voto: la sinistra vorrebbe andare alle urne il prima possibile, Polverini punta invece all’election day.

Ma è all’ex sindacalista, in realtà, che spetta per legge l’ultima parola. Stamattina Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale più chiacchierato d’Italia, ha emesso il decreto di scioglimento della Pisana, dopo che ieri sera aveva ricevuto la lettera ufficiale di dimissioni di Polverini. Da qui a tre mesi, dice la legge, Polverini dovrà indire le elezioni, e tra il decreto e il voto vero e proprio devono passare almeno 45 giorni. Non ci sono limiti in avanti: la prassi suggerisce però di non slittare troppo. La presidente uscente, lo dice dalla sera dell’annuncio delle dimissioni, è in contatto con il Viminale: per risparmiare denaro pubblico, è il suo ragionamento, bisogna procedere con l’election day. E poi, si ragiona nel Pdl, bisogna dare la possibilità al partito di Roma e del Lazio di riorganizzarsi dopo la più solenne batosta d’immagine degli ultimi anni. Ecco anche perchè le opposizioni regionali incalzano: bisogna battere il ferro finchè è caldo e poi puntare sull’ effetto traino sul Campidoglio e le Politiche. Hanno chiesto di vedere quanto prima Cancellieri: «Occorre procedere al rinnovo del Consiglio regionale al massimo entro i primi giorni di dicembre – ha detto il capogruppo Pd Lazio Esterino Montino – c’è tutto il tempo necessario perchè l’Assemblea in carica approvi i piccoli accorgimenti alla legge elettorale e l’annunciato decreto legge per portare il numero dei consiglieri da 70 a 50».

Insiste il portavoce della segreteria del Pd Lazio Jean Leonard Touadi: «In questo quadro socio-economico da dopoguerra è impensabile non andare al voto entro il 2012». Dello stesso avviso il leader di Sel Luigi Nieri. Intanto, questo sembra ormai chiarito, tutti i consiglieri potranno avere il diritto di accedere, pagando di tasca loro i contributi mancanti, al vitalizio. E chi è già stato consigliere nelle precedenti amministrazioni potrà sommare questi anni a quelli passati: potrebbe essere quindi il caso di Franco Fiorito, indagato dalla Procura di Roma che sta valutando di procedere per associazione a delinquere: insieme al consigliere Pdl, infatti, sono indagati anche i suoi due segretari. Domani poi il segretario del Prc Paolo Ferrero depositerà le firme per il referendum per abolire l’assegno mensile per gli ex consiglieri.

Sull’amministrazione Polverini, da oggi ufficialmente in ordinaria amministrazione, si sono abbattute oggi infine almeno due tegole: il governo, che ha impugnato alcune parti del Piano casa regionale, e il leader della Cgil Susanna Camusso che ha affondato il coltello contro l’ex collega: «Polverini? Per fortuna si è dimessa. Nomina dieci dirigenti senza stabilizzare un precario». La difende il polveriniano di ferro Angelo Miele: «Non ha stabilizzato fiduciari, ha solo garantito il proseguimento dell’amministrazione».

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