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Ragazzo uccide la nonna: “Ero guidato dalle voci”

Ha bussato alla sua porta e lì ha scatenato la furia a mani nude contro la nonna della sua fidanzata. L’ha uccisa e poi ha inscenato goffamente il suicidio della vittima in vari modi, versando acido sul suo corpo, aprendo il gas e rischiando di far saltare in aria la casa. Tutto registrato in presa diretta dalle telecamere di sorveglianza dell’appartamento. Sembra la scena di un ‘reality’, ma è un massacro vero, avvenuto a Roma lo scorso 7 giugno. L’assassino, Stefano Savi, arrestato ieri, è un giovane imprenditore romano che il giorno del suo ventiquattresimo compleanno ha ucciso l’anziana di 75 anni, Laura D’Argenio. Di fronte agli inquirenti, l’omicida ha farneticato dicendo di essere stato telecomandato da qualcuno, di avere un chip nella testa.

«Oggi esistono tecnologie in grado di manipolare la mente umana», ha detto, senza negare l’omicidio e senza aggiungere altro. Ogni fotogramma contenuto nelle immagini di quella sera documenta l’orrore nell’appartamento al Tuscolano, in via Marco Fulvio Nobiliore. La vittima ha aperto la porta all’assassino, che aveva un pacco dove si nascondeva una tanica riempita con dell’acido. Il giovane ha sferrato un pugno alla donna che è caduta in terra. Poi l’ha presa a calci ed è saltato sul suo corpo, rompendole le costole e provocando un’emorragia interna. Dopo poco l’anziana è morta. Ma le telecamere nell’ingresso, che la donna aveva installato da anni per la sua mania della sicurezza, avevano già registrato tutto. ‘Fuori campò, l’omicida ha cercato di inscenare il suicidio e di dar fuoco alla casa accendendo anche il gas. Dopo aver messo i guanti il giovane ha trascinato il corpo in bagno, sistemandolo nella vasca, ha legato un laccio al collo della vittima tentando di simulare goffamente un suicidio e, dopo aver indossato un mefisto, ha gettato l’acido nella vasca. Poi ha aperto i rubinetti del gas e con della carta ha incendiato un sacchetto di plastica, prima di disseminare cuscini in terra lungo la stanza. Dopo mezzora è scappato: la scena del finto suicidio era pronta. A dare l’allarme sono stati i vicini che in tarda serata, hanno chiamato i vigili del fuoco per un incendio. Quando gli agenti sono arrivati sul posto si sono trovati davanti un insieme di elementi confusi; unica certezza, che si trattasse di un omicidio. La chiave era nelle immagini delle telecamere. Resta da capire il perchè di tanta violenza. Il giorno precedente il delitto la vittima aveva chiesto informazioni a qualcuno per devolvere in eredità il proprio appartamento, quello dove è avvenuto il fatto, ad una persona non della famiglia. Forse, chissà, questa potrebbe essere una delle ipotesi alla base del massacro. La coppia di fidanzati era andata a montare un decoder a casa dell’anziana alcuni mesi fa. Lui in quell’appartamento è tornato solo il 7 giugno, quando la nonna ha spalancato tranquilla la porta di casa. Per l’anziana era un ragazzo apparentemente servizievole, prima che quel ‘grande fratellò sistemato all’ingresso svelasse la sua identità.

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