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Carabiniere ucciso, militare e padre modello

Un carabiniere fedele «orgoglioso della divisa» e «un padre amorevole e premuroso». Cristiano Congiu, 50 anni, il tenente colonnello ucciso con un colpo d’arma da fuoco in Afghanistan dove era in servizio presso l’ambasciata italiana come esperto antidroga, è ricordato così da amici e parenti che dopo la sua notizia si sono radunati davanti alla villetta di Pontecorvo, paese del frusinate, dove abitano l’ex moglie e la figlia di 5 anni. Congiu negli anni ’90 fu comandante della compagnia del Rione Traiano a Napoli, incarico che lasciò per una presunta love story con una soldatessa americana che frequentava anche Francesco ‘Sandokan’ Schiavone, boss dei Casalesi. Poi la carriera dell’ufficiale si spostò in provincia di Frosinone: dal ’96 al 98 fu comandante della locale stazione di Pontecorvo dove molti ancora lo ricordano. Anche perchè appena poteva andava a trovare la figlia di 5 anni alla quale era legatissimo. «Quando era qui perchè tornava dalle missioni si dedicava molto alla piccola, la portava al parco, a mangiare il gelato e la portava in bicicletta», dicono amici di Congiu in lacrime davanti al villetta protetta da un cordone di colleghi che vogliono tutelare al privacy della famiglia sconvolta dal lutto. In particolare della figlia, piccola e molto legata al padre. Per questo, una psicologa è arrivata nella tarda mattinata per sostenere la bambina. A casa della ex moglie oltre al viavai dei parenti e degli amici anche molte autorit…: il Questore di Frosinone Giuseppe De Matteis, il Comandante provinciale dei carabinieri Antonio Menga e il sindaco di Pontecorvo. Pi— di un collega ricorda Congiu come «un collega integerrimo, motivato e sempre pronto a fare il suo dovere». L’ufficiale per anni aveva lavorato in collaborazione con il primo dirigente della sezione anticrimine della questura di Frosinone, Mino De Santis. «Era un uomo di polso, credeva nella divisa che indossava e con lui abbiamo lavorato molto assiduamente per mettere a segno tra l’altro i primi arresti contro le infiltrazioni camorristiche nel Cassinate – ricorda De Santis -. Ci interessammo anche della criminalit… che girava attorno alle aziende marmifere che si trovano a Sud della Ciociaria. La notizia della sua scomparsa ci ha lasciato senza parole». E proprio un episodio in particolare è ricordato da molti colleghi: l’arresto di un pericolo latitante con alle spalle molti omicidi e anche uxoricida che era fuggito dalla Sicilia con i suoi figli piccoli. Proprio questo arresto concluse la carriera di Congiu a Frosinone. «In particolare, l’arresto era risultato difficile e opera di un’attenta operazione investigativa – spiega un collega di Congiu – perchè i latitante, Virgilio Cosentino, fuggendo dalla Sicilia, dopo avere ammazzato la moglie dalla quale si era separato, Antonia Delfino, si era rifugiato a Frosinone in un appartamento assieme ai due figli di tre e sette anni. Le fasi dell’arresto dell’uomo, che aveva anche problemi psichici, e quelle della liberazione dei due bambini, furono eseguite con cautela e professionalità da Congiu che ancora viene ricordato per questa ‘impresà». E anche la dinamica dell’omicidio di Congiu, oggetto di un’inchiesta della Procura di Roma, rivela in parte il suo spirito di carabiniere e uomo della legge integerrimo e sempre pronto a difendere gli altri: secondo una prima ricostruzione, infatti, Congiu sarebbe stato ucciso per avere difesa una donna americana aggredita.

Comments

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  • macio

    gentile redazione potete x favore aggiornare le notizie è da venerdi che ci sono le stesse notizie apparte una o due che aggiungete grazie mille

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