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Nettuno, torna in carcere il pirata che ha ucciso un ragazzino

Di nuovo in carcere. Dopo aver assaporato la libertà per soli due giorni, Robert Dan Birca, il romeno di 35 anni che, alla guida di un’auto pirata, sotto l’effetto dell’alcol, aveva travolto e ucciso domenica scorsa Mattia Veschi, 16 anni, mentre percorreva in bicicletta la provinciale Nettuno-Velletri, vicino a Roma, è stato nuovamente arrestato. La Procura di Velletri oggi ha richiesto al Gip la misura cautelare di custodia in carcere dopo aver rivalutato la posizione giuridica dell’uomo «sia per la gravità di assoluto rilievo della sua condotta colposa, sia per l’allarme sociale suscitato». La scarcerazione del pirata aveva scatenato polemiche e amareggiato la famiglia del ragazzo che invocava giustizia. «La magistratura di Velletri è tornata sui suoi passi. L’assassino di Mattia la paghi duramente il dolore che ha provocato con la sua gravissima condotta», ha detto Storace commentando il nuovo arresto del pirata. Soddisfatto anche il segretario romano e di Fiamma Tricolore Destra Sociale, Stefano Tersigni per il quale è «fondamentale ora è impegnarci per introdurre il reato di ‘Omicidio Stradalè. Solo così le vittime della strada troveranno giustizia». Proprio stamani, nelle ore precedenti alla nuova decisione del Gip del Tribunale di Velletri in seguito alla richiesta della Procura, La Destra aveva organizzato un sit-in sotto la sede del Tribunale. E proprio oggi familiari e amici di Mattia hanno salutato per l’ultima volta lo studente durante i funerali che si sono svolti nella chiesa Santa Maria Goretti di Nettuno. Un lungo applauso e palloncini bianchi e azzurri che componevano la scritta ‘Mattia t.v.b’ hanno accompagnato l’uscita della bara di legno chiara. Sui banchi della chiesa gremita i genitori del ragazzo, i fratelli, le sorelle e Valentina, la sua fidanzatina in lacrime e vestita di nero. Affranta la madre del giovane che ha chiesto giustizia per suo figlio. Commossi anche i tanti amici e studenti della scuola media Giuliano da Sangallo, dove Mattia frequentava la III E. Durante il rito funebre, celebrato da don Walter, uno dei compagni di classe di Mattia ha ricordato il suo carattere allegro e gioviale fino a «quella data infame del 29 maggio 2011, che ricorderò per sempre». «Mi manchi, con i tuoi scherzi e le litigate. Mi viene in mente – ha detto l’amico – di quando parlavamo delle professoresse o discutevamo dei nostri obiettivi e dei tuoi, quelli mancati e quelli che volevi raggiungere. Vedere scritto sui quadri a scuola, fra pochi giorni ‘Mattia ammessò, sposarti con Valentina, aprire un centro di consulenza informatica, avere la tua famiglia». Don Walter ha ripercorso la storia della famiglia di Mattia ricordando il bisnonno emigrato e il padre operaio edile. Il sacerdote poi ha invitato i genitori alla «speranza cristiana, perchè noi potremmo venire a trovarvi e ad abbracciarvi tutti i giorni, ma la vera consolazione Š in Cristo». Mattia non era stato battezzato e aveva chiesto pochi giorni prima di morire al sacerdote della parrocchia del quartiere cosa doveva fare per ricevere il battesimo. Ai funerali del giovane erano presenti anche il vicesindaco di Nettuno Alberto Andolfi e il segretario de La Destra Francesco Storace, che alcuni familiari hanno ringraziato al termine della cerimonia.

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