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Roma, costretta a prostituirsi a 14 anni dal fratello e dal fidanzato

A 14 anni costretta a prostituirsi dal fratello e dal fidanzato. È quanto hanno scoperto i vigili urbani del Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana durante una notte di controlli a Roma per la repressione della prostituzione nelle zone dell’Eur, della Salaria, dell’Ardeatina, della Laurentina e della Collatina. Tra le oltre sessanta prostitute controllate, in gran parte romene e bulgare con un’età media di 25 anni, c’era anche una romena di soli 14 anni. L’adolescente era arrivata in Italia circa sei anni fa con la madre, anche lei prostituta, un fratello e una sorella più grandi. La ragazzina ha frequentato la scuola fino alla prima media, poi ha smesso per le ripetute bocciature. La piccola è stata più volte affidata a strutture di accoglienza perchè la madre e i fratelli non lavoravano. All’età di 11 anni è tornata in Romania, dove ha conosciuto un giovane di sei anni più grande del quale si è invaghita e che ancora oggi frequenta. Lo scorso anno è rientrata in Italia ed è entrata in contatto con una prostituta, amica della madre, che l’ha costretta a sua volta a prostituirsi, ma la ragazza non ha retto il marciapiede e così si è procurata un lavoro come baby-sitter, ma è durato poco. A Ostia ha incontrato un connazionale di 25 anni che grazie a dei documenti falsi ha fatto in modo di darle l’identità di una maggiorenne e l’ha obbligata con minacce e botte a prostituirsi nuovamente, stavolta sulla Salaria: dalle nove di mattina alle ventuno di sera, per circa 600 euro al giorno che finivano direttamente nelle tasche dello sfruttatore. La ragazzina ha trovato ancora una volta la forza di fuggire ed è tornata dalla madre, ma non è riuscita a sottrarsi alla dura legge dello sfruttamento neppure in ambito familiare. È stata così costretta a prostituirsi, oltre che dal fidanzato ora anche dal fratello, in una tenda sulla Colombo. E l’hanno obbligata a continuare quella vita persino quando è rimasta incinta. Il tutto è stato raccontato dall’adolescente, tra le lacrime, alle vigilesse, dirette dal comandante Carlo Buttarelli, e ad una psicologa specializzata. Adesso la ragazzina è protetta in una struttura di accoglienza con supporto medico e psicologico.

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