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Wojtyla beato, un milione in piazza a Roma

Giovanni Paolo II è da oggi nel novero dei beati della Chiesa cattolica. La proclamazione è avvenuta durante la solenne cerimonia in Piazza San Pietro, presieduta da papa Benedetto XVI dinanzi a decine di capi di Stato e di governo e mentre oltre un milione di pellegrini – secondo dati della Prefettura confermati dalla sala stampa vaticana – affollavano le vie e le piazze di Roma, sia nell’area del Vaticano che in altre zone della città. La festa del nuovo beato, che sale all’onore degli altari a soli sei anni dalla morte, sarà celebrata il 22 ottobre di ogni anno nella Chiesa di Roma e in quella polacca, finchè la canonizzazione non prescriverà il «culto universale». E anche oggi, come durante i funerali dell’8 aprile 2005, il grido del «Santo subito», insieme a un interminabile applauso e allo sventolio delle bandiere reso ancora più intenso dalle lacrime di tanti fedeli, è risuonato subito dopo la formula di beatificazione pronunciata da papa Ratzinger, mentre l’arazzo col ritratto del nuovo beato veniva scoperto sulla facciata di San Pietro. Intanto anche la reliquia di Wojtyla – una piccola ampolla col suo sangue contenuta in un reliquiario d’argento – veniva portata sull’altare da suor Tobiana, che per 27 anni ha servito nell’appartamento papale, e da suor Marie Simon-Pierre, la cui guarigione dal Parkinson ha aperto la strada alla beatificazione. «Ha aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante – forza che gli veniva da Dio – una tendenza che poteva sembrare irreversibile», ha detto del suo predecessore Benedetto XVI durante l’omelia della messa, ricordandone l’appello di inizio pontificato. «Quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e all’ideologia del progresso – ha aggiunto -, egli l’ha legittimamene rivendicata al Cristianesimo, restituendole la fisionomia autentica della speranza». La cerimonia cui sono intervenute 87 delegazioni ufficiali, 16 capi di Stato tra cui il presidente Giorgio Napolitano, cinque case reali, e per l’Italia anche il premier Silvio Berlusconi, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini tra gli altri, è cominciata dopo che nella notte il grande afflusso di fedeli da numerosi Paesi – moltissimi i polacchi – aveva messo a dura prova il dispositivo logistico intorno a Piazza San Pietro. I varchi dal fondo di Via della Conciliazione sono stati aperti con largo anticipo alle 2 (anzichè alle 5.30) per ragioni di ordine pubblico, dopo di che la folla si è ammassata verso Piazza San Pietro in attesa dell’apertura, all’alba. Sia via della Conciliazione che le aree circostanti fino a Castel Sant’Angelo sono rimaste piene di fedeli durante tutta la cerimonia, mentre altre migliaia hanno preferito ripiegare verso le zone di Roma dove sono allestiti i maxischermi, tra cui il Circo Massimo, già teatro ieri sera della veglia con 200 mila fedeli. Sempre alle prime ore di stamane, la teca contenente le spoglie mortali di Wojtyla è stata traslata dalle Grotte Vaticane nella soprastante Basilica di San Pietro e posta davanti all’altare centrale: subito dopo la messa e la recita del Regina Caeli, davanti al feretro sfileranno il Papa e i cardinali, quindi i malati, le delegazioni ufficiali e, probabilmente anche durante la notte, la lunga successione dei fedeli in venerazione del nuovo beato.

LA BIOGRAFIA – «Karol Jozef Wojtya, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920». Inizia così il racconto della vita di Giovanni Paolo II, fatto oggi dal card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in occasione della richiesta ufficiale di beatificazione in piazza San Pietro, passaggio richiesto dal rito della Chiesa Cattolica. «Era il secondo dei due figli di Karol Wojtya e di Emilia Kaczorowska, la quale morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941. A 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni la Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellnica di Cracovia. Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, Karol lavorò (1940-1944) in una cava e poi in una fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania. A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dal Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del »Teatro Rapsodico«, anch’esso clandestino. Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellnica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il 1 novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Card. Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda. Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowi, vicino a Cracovia, poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università Cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958, Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia e titolare di Ombi. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak. Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI, che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967. Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtya prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato. Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre ebbe iniziò il suo ministero di Pastore Universale della Chiesa. Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo, espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese, sono stati 104. Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Giovanni Paolo II si attribuiscono anche 5 libri: »Varcare la soglia della speranza« (ottobre 1994); »Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio« (novembre 1996); »Trittico romano«, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); »Alzatevi, andiamo!« (maggio 2004) e »Memoria e Identità« (febbraio 2005). Ha celebrato 147 riti di beatificazione, nei quali ha proclamato 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio. Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990, 1994 e 2001), un’ assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 e 1999). Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro ha subito un grave attentato. Salvato dalla mano materna della Madre di Dio, dopo una lunga degenza, ha perdonato il suo attentatore e, consapevole di aver ricevuto una nuova vita, ha intensificato i suoi impegni pastorali con eroica generosità. La sua sollecitudine di pastore trovò espressione nella erezione di numerose diocesi e circoscrizioni ecclesiastiche, nella promulgazione dei Codici di Diritto Canonico latino e delle Chiese Orientali, del Catechismo della Chiesa Cattolica. Proponendo al Popolo di Dio momenti di particolare intensità spirituale indisse l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia nonchè il Grande Giubileo del 2000. Avvicinò le nuove generazioni indicendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II. Alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Giubileo del 2000). Ha incontrato milioni di fedeli nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri. È morto a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, alle ore 21.37, nella vigilia della Domenica in Albis o della Divina Misericordia, da lui istituita. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane sono stati celebrati l’8 aprile».

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