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Banca nazionale delle terre, così i terreni abbandonati possono rinascere

Da martedì scorso anche gli imprenditori agricoli di Roma e del Lazio possono accedere alla Banca nazionale delle terre e presentare manifestazioni di interesse all’acquisto. Terreni incolti, abbandonati che adesso possono essere rimessi in produzione da chi è già titolare di azienda agricola e da chi – i giovani, in particolare – vuole investire per avviarne di nuove.

I terreni, messi a disposizione da regione, province ed enti locali, sono elencati sul sito di Ismea, ente incaricato della gestione operativa della Banca che periodicamente aggiornerà la lista delle disponibilità con l’aggiunta degli altri fondi che nel tempo, liberati da ogni gravame contrattuale, saranno offerti agli imprenditori intenzionati ad implementare la produzione aziendale.

«Ad oggi, nel Lazio, la disponibilità maggiore si registra a Viterbo, dove sono censiti 7 terreni per una estensione complessiva di 297 ettari. Segue Rieti con 5 terreni per un totale di 136 ettari. In provincia di Latina sono 6, per complessivi 89 ettari – spiega in una nota Coldiretti – Fanalino di coda in termini di superficie, almeno per ora, è la provincia di Roma (il più grande comune agricolo d’Europa) dove sono disponibili 6 fondi per un totale di 39 ettari. Non risultano disponibilità a Frosinone».

«Una grande opportunità di crescita e di investimento, soprattutto da parte dei giovani agricoltori ai quali è concessa anche l’agevolazione del pagamento rateale. Il ritrovato interesse per la campagna e per l’agricoltura è ormai consolidato anche nella nostra regione. Con risultati straordinari dal punto di vista economico, certificati da una crescita dell’export agroalimentare che, nel terzo trimestre, ha triplicato i volumi della media nazionale. Senza infine dimenticare – dice David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio – che al bando del Piano di sviluppo rurale per il primo insediamento (70.000 euro di contributo Ue per sostenere l’avvio di nuove imprese) hanno risposto oltre 1.200 giovani pronti ad investire, come scelta di vita e lavorativa, nelle attività di produzione agricola».

La scadenza per presentare le manifestazioni di interesse all’acquisto è fissata al 3 febbraio.

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