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Sostenibilità ambientale, Latina scende alla posizione 89 nella classifica di Legambiente

Latina scende alla posizione 89 nella classifica sulla sostenibilità ambientale. Questo il dato principale che emerge dell’edizione 2017 di Ecosistema Urbano, il dossier sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia presentato da Legambiente e realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

I dati sulla gestione dei rifiuti sono molto bassi a Latina che scende addirittura al 30% di raccolta differenziata (era al 32% nel dossier 2016). Migliora anche se di poco la situazione di dispersione idrica, dal 67% al 65% a Latina e 131 l/ab/anno di consumi.

Non va meglio per Roma che negli ultimi dieci anni la Capitale, spiega il rapporto, è scesa dal 55esimo posto del 2007 all’88esimo dell’edizione 2017. Non solo, perché secondo il rapporto “nella Capitale crolla la fiducia e l’uso dei mezzi pubblici – appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (da 512 nel 2015) – anche perché nessun passo in avanti è stato fatto in materia di mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti, mentre l’amministrazione pensa ad assurde gare di auto la città sprofonda nelle classifiche di sostenibilità ambientale”.

I dati non sono migliori nel resto del Lazio visto che Latina scende al 89° posto, e Frosinone si piazza appena 99°. Il miglior capoluogo è Rieti, 61°, mentre Viterbo chiude la classifica, 102° posto, perché non fornisce i dati utili. Il rapporto, presentato a Milano e a Roma, guarda alle politiche di sostenibilità ambientale messe in campo tramite l’analisi di 16 diversi indicatori che valutano insieme la qualità dell’aria, la salubrità del ciclo delle acque, i risultati che provengono dai modelli di gestione di rifiuti, lo sviluppo di mezzi pubblici, ciclabilità e aree pedonali a discapito del mezzo privato, la diffusione delle rinnovabili. Nella Capitale, i volontari hanno esposto a pochi metri dal Campidoglio uno striscione con scritto ‘In nome del popolo inquinatò perché, spiega Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio “la capitale peggiora di anno in anno per performance ambientali”.

Come detto Roma scivola impietosamente verso il fondo nella classifica, cadendo ormai al 88° posto (85° nel dossier 2016) con ben 33 posizioni perse in 10 anni (Roma 55° nel dossier 2007). Analizzando i vari parametri sono i rifiuti e soprattutto la mobilità sostenibile a causare il crollo: sul fronte dei rifiuti, sale di percentuali irrisorie la differenziata al 43% nel 2016 (41% nel 2015) per la quale la capitale è al 67° posto tra le città e non si riduce la produzione pro-capite. Allo stesso modo, avverte il dossier, il porta a porta è completamente fermo nella diffusione al 32,8% degli abitanti, peggior dato in assoluto tra le prime 4 città italiane (Milano 100%, Napoli 42,8%, Torino 47,3%). Ma è la mobilità «immobile» che manda Roma sempre più in fondo alla graduatoria per performance ambientali, in quanto crolla la fiducia e l’uso conseguente dei mezzi pubblici con appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (erano 512 nel 2015 – a Milano sono ben 486 e a Venezia addirittura 664). Allo stesso tempo diminuisce anche l’offerta di trasporto pubblico, cioè i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente, che calano dai 60 dello scorso anno ai 57 Km-vettura/abitante/anno (a Milano sono ben 93). Di contro sono più di 61 le auto ogni 100 abitanti. Ferme a appena 0,17 metri quadri per abitante le quantità di isole pedonali, l’equivalente di un quadrato con lato 41 cm a testa, e a 1,27 i metri per abitante di corsie ciclabili.

Nel resto del Lazio, sempre molto grave la posizione di Frosinone (99°) nel fondo della classifica generale, mentre peggiorano Latina che scende al 89° posto (71° nel dossier 2016) e Rieti 61° (era 54° nel 2016). Viterbo in fondo alla classifica (102°) perché continua a non fornire con completezza i dati.

Nei capoluoghi fuori Roma, i dati sulla gestione dei rifiuti sono molto bassi a Latina che scende addirittura al 30% di RD (era al 32 nel dossier 2016), mentre sale a Viterbo al 49% e sale anche a Rieti al 24%. La percentuale di differenziata è invece ferma ad un irrisorio 18% a Frosinone, dato che ferma in basso nella classifica il capoluogo ciociaro insieme ai pessimi numeri della qualità dell’aria: PM10 in concentrazione media di 35ug/mc, 20 giorni di superamento dei limiti di ozono e 33,5ug/mc di No2 medio nell’aria.

Capitolo a parte sul ciclo dell’acqua, dove il gestore del servizio idrico di Roma e Frosinone, non fornisce dati aggiornati per cui si conferma il 44% di dispersione in provincia di Roma e il terribile 75,4% in provincia di Frosinone e consumi di 165 l/ab/anno nella capitale e 175 nel capoluogo ciociaro. A Rieti la dispersione idrica sale al 55% (dal 53,8%) ma si abbassano i consumi a 150 l/ab/anno (da 155). Migliora anche se di poco la situazione a Latina col 65% di dispersione (dal 67%) e 131 l/ab/anno di consumi.

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