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Ancora un nulla di fatto per l’elezione del presidente di Lega Serie B

Ancora un nulla di fatto. L’elezione del presidente di Lega Serie B è una partita a scacchi dall’esito incerto. Per la terza volta negli ultimi due mesi è mancato il numero legale (15 club su 22) e ora il tema finirà in stand by almeno fino al termine della stagione: a breve verrà convocata una nuova assemblea su altri temi (mutualità, diritti tv e advisor commerciale) e si tornerà a parlare di elezioni solo quando al tavolo ci saranno anche i club retrocessi dalla A e promossi dalla Lega Pro, per provare a evitare il rischio commissariamento. Qualche indicazione in questo senso potrebbe arrivare dal Consiglio della Federcalcio di domani. Intanto, questa volta a disertare l’assemblea, convocata nello stesso giorno di quella di Serie A, sono state le società vicine a Lotito: la sua Salernitana, Verona, Vicenza, Perugia, Ternana, Carpi, Novara e Trapani, oltre al Latina che dopo il fallimento ripartirà dalla Serie D.

Una contromossa in risposta a quelle del 25 marzo e del 9 maggio, quando a disertare l’assemblea furono i club contrari alla candidatura di Lotito che, secondo racconti dei presenti, oggi si è diviso tra le due assemblee al secondo e quarto piano del palazzo di via Rosellini. Con solo 13 società presenti non si è quindi costituita l’assemblea in cui Andrea Corradino, vicepresidente della Lega B e numero uno dello Spezia, contava di far valere la propria «candidatura unitaria», annunciata alla vigilia, per la poltrona libera da quando a metà febbraio si è dimesso Andrea Abodi. Si è comunque svolta una riunione informale in attesa della prossima assemblea, in cui la categoria dovrà ritrovare la propria unità per risolvere i temi contingenti e allontanare lo spettro del commissariamento.

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