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Anzio, bulli a sette anni: picchiano il compagno disabile

Baby bulli a sette anni in una scuola di Anzio. In tre avrebbero accerchiato un compagno di classe invalido al 100% e picchiato, ma il bambino non sarebbe l’unica vittima. Nel mirino dei bulletti anche le compagne di classe ferite a colpi di penna dietro la schiena, spinte giù per le scale e a volte minacciate o insultate con messaggi lasciati sui diari. Gli episodi sarebbero accaduti in più occasioni nella seconda elementare dell’istituto «Beata Angelina» di Anzio.

A denunciare l’accaduto ai carabinieri alcuni genitori. «Mia figlia urlava la notte, si faceva la pipì addosso e piangeva senza motivo – ha spiegato Beatrice Salvi, mamma di una ex alunna della scuola – già l’anno scorso avevamo saputo di qualche episodio di bullismo, ma le insegnanti avevano assicurato che i responsabili sarebbero stati allontanati. Invece non è stato così. Dopo l’ultimo episodio, insieme ad altri genitori, ho deciso di denunciare l’accaduto e abbiamo ritirato i nostri figli da quella scuola. Non so come sia possibile che avvengano fatti del genere all’interno delle classi – ha concluso -. Anche alle medie ci sono state violenze simili e una ragazzina è stata inoltre molestata sessualmente dai compagni».

I genitori denunciano inoltre che «la struttura è fatiscente». «Cadono parti di cornicioni – dicono – la mensa è sotto terra, mancano scale antincendio, estintori e uscite d’emergenza». «Mio figlio invalido al 100 per cento, veniva picchiato quotidianamente da alcuni compagni di classe». A denunciare le presunte violenze subite dal figlio di sette anni affetto dal morbo di Perthes, nella scuola Beata Angelina di Anzio, è la madre, Katia Marinelli. «Tornava a casa pieno di lividi, soprattutto sulle gambe ma anche in altri punti del corpo – prosegue Marinelli – ed era continuamente vittima di offese e pesanti ingiurie. Stesso trattamento anche per mia figlia che frequentava la prima media nella stessa scuola. Alcuni compagni le hanno riempito i libri e il diario di insulti». La goccia che ha spinto Marinelli a sporgere denuncia ai carabinieri di Anzio lo scorso 20 ottobre, sarebbe stato un episodio in cui la figlia tentando di scappare dai molestatori che la ossessionavano fin dentro il bagno, sarebbe stata spinta sbattendo la testa. «Al pronto soccorso di Anzio le è stato accertato un trauma cranico e 10 giorni di prognosi – dice Marinelli – ma ho preferito evitarle almeno il ricovero. Entrambi i miei figli sono traumatizzati. Il piccolo è regredito tanto da mangiare solo omogeneizzati e fare la pipì a letto. Li ho trasferiti in una scuola dell’Eur, dove si trovano splendidamente. Spero che il tempo li aiuti a dimenticare».

Comments

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  • Giusto

    Ma i genitori di quei delinquentelli in erba, che tipi sono? Come si spiega che quei marmocchieti non abbiamo ricevuto in casa quel minimo di educazione e di sensibilità verso gli esseri umani? C’è da vergognarsi che esistano famiglie così.

MandarinoAdv Post.