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Incendio a Pomezia, Pd contro Raggi: Nessuno ha mai parlato di 50km per le derrate alimentari

«L’approssimazione regna sovrana in Campidoglio. Il dipartimento Ambiente scrive alle ditte appaltatrici del servizio mensa e vieta di portare nelle mense scolastiche i prodotti provenienti da un raggio di 50 km dalla zona del rogo della Pontina e fa riferimento alla ordinanza numero 6 del sindaco di Pomezia, che però parla di 5 km di interdizione. L’errore viene poi confermato dalla comunicazione della Sindaca Raggi, che ieri sera parla di divieto nei 50 km in un comunicato stampa, evidentemente redatto frettolosamente appena giunta la notizia della mozione presentata dal PD in Aula poche ore prima per vietare i prodotti contaminati nelle mense scolastiche». Lo scrive in una nota la consigliera comunale del Pd Valeria Baglio.

«Stamattina in Campidoglio si cerca subito di ‘mettere una toppà comunicando che la zona vietata si è ridotta a un raggio di 5 km, perché così ha stabilito il comune di Pomezia. Nel leggere la notizia però il sindaco Fucci a Pomezia deve essere saltato sulla sedia visto che nelle sue ordinanze mai aveva parlato di 50 km per le aree vietate. Infatti, la notizia pubblicata sul sito istituzionale è stata rettificata dal Campidoglio con una meglio precisata riduzione a 5 km “come indicato in tutte le ordinanze emanate dal Comune di Pomezia dopo l’incidente”, ammettendo l’errore del dipartimento capitolino. Non solo la sindaca Raggi aspetta quattro giorni per decidere di vietare i prodotti contaminati nelle mense, e lo comunica dopo la presentazione della mozione del Partito Democratico, ma in Campidoglio copiano anche male e confondano 5 con 50. Davvero siamo spaventati di tanta approssimazione, che conferma l’inadeguatezza di una classe politica, tanto più grave quando riguarda temi delicati come la salute dei più piccoli. Così inoltre si rischia di minare la fiducia dei cittadini nell’istituzione locale e di creare confusione. Quella che si è infatti creata stamattina tra le ditte appaltatrici e il Campidoglio, e tra le famiglie e le scuole. In Campidoglio dovrebbero quanto meno vergognarsi e chiedere scusa dell’errore», conclude.

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