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Incendio a Pomezia, Ispra: siamo pronti a intervenire. Consumatori presentano denuncia

«Siamo pronti a intervenire con i laboratori, per analisi specifiche, qualora ce ne fosse bisogno, ma al momento non c’è necessità del nostro intervento». Così Stefano Laporta, direttore dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), a margine della presentazione delle Bandiere Blu, commenta la possibilità di un loro intervento per l’incendio alla fabbrica di plastica a Pomezia. «Seguiamo da vicino la situazione – aggiunge Laporta – sento due volte al giorno il direttore di Arpa Lazio, ma per ora non c’è necessità di un nostro intervento».

FEDERCONSUMATORI: POCHE INFORMAZIONI. «Il rogo divampato lo scorso 5 maggio e ancora oggi non del tutto estinto nello stabilimento attività di stoccaggio rifiuti ECO X, sito in Via Pontinia Vecchia Km 33.381, Pomezia, ha compromesso fortemente la qualità dell’aria in un’ampia zona della Regione Lazio. I fumi e gli odori si sono propagati in tutto il quadrante, hanno colpito fortemente il litorale e sono stati percepiti nella giornata di sabato fino al cuore di Roma Sud, invadendo le zone di Garbatella, Eur, San Paolo, Tormarancia e Ardeatino. Le comunicazioni istituzionali, tuttavia, salvo le indicazioni della Asl locale e dei sindaci di Pomezia e Roma, non sono state molte, né adeguate a coprire l’ampiezza dell’emergenza e la popolazione si è affidata, per forza di cose, alle notizie fatte circolare dai media e dai corpi sociali -tra cui Federconsumatori Lazio». Così in una nota Federconsumatori Lazio. «È assurdo constatare come ancora non siano stati ottenuti dei riscontri oggettivi derivanti dai risultati delle analisi sulla qualità dell’aria e dell’ambiente circostante. Urge capire in che termini l’incendio ha compromesso l’ambiente e la vita dei cittadini», dichiara Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori Lazio. «Adesso la priorità è mettere al sicuro la salute dei consumatori, vietando l’immissione nel mercato dei prodotti agroalimentari prodotti nella zona entro 5 Km. Tale misura, secondo Federconsumatori è assolutamente necessaria e dovrà essere accompagna da severi controlli», aggiunge. «A tal proposito – scrive Federconsumatori – riportiamo, invitando la cittadinanza a diffonderla, l’ordinanza sindacale n. 6 del 07/05/2017 del settore polizia locale – protezione civile della città di Pomezia. Tale Ordinanza impone il divieto nel raggio di Km. 5 dal luogo dell’evento: della raccolta, della vendita e del consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati; del pascolo degli animali; dell’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione; di provvedere al mantenimento degli animali da cortile al chiuso, evitando il razzolamento. 2) I prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori della predetta area ma in zone immediatamente prospicienti, dovranno essere sottoposti prima della consumazione ad accurato lavaggio in acqua corrente e potabile. 3) In tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di 100 mt. si dispone l’allontanamento dei residenti. Il presente divieto ha validità fino al termine delle operazioni di spegnimento fatta salva ogni modifica di tale termine in base ai risultati analitici sulla qualità dell’aria. 4) in via precauzionale la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per le giornate di lunedì 08/05/2017 e martedì 09/05/2017, al fine di consentire le operazioni di pulizia straordinaria che dovranno interessare le aree eventualmente esposte alla ricaduta da combustione. Tali operazioni dovranno essere assicurate a cura dei soggetti responsabili delle strutture. 5) in via precauzionale una pulizia straordinaria, di tutte le strade interessate dall’evento nonché delle relative pertinenze, a partire da quelle nelle immediate vicinanze delle scuole e dei luoghi pubblici maggiormente frequentati. Ricordiamo inoltre ai cittadini residenti nelle zone circostanti l’origine dell’incendio per un raggio di 2 Km, di mantenere la chiusura delle porte e finestre delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti».

DENUNCIA DEL CODACONS. Il Codacons presenterà oggi stesso un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Velletri in merito all’incendio scoppiato presso lo stabilimento Eco X di Via Pontina, chiedendo una estensione delle indagini e accertamenti sui materiali smaltiti presso l’impianto. «A seguito delle notizie emerse nelle ultime ore, secondo cui i residenti avrebbero più volte segnalato al Sindaco di Pomeziae al capo dei Vigili Urbani i rischi derivanti dall’accumulo di plastica e immondizia nel cortile della società, senza tuttavia ottenere alcuna risposta, crediamo sia doveroso estendere le indagini nei confronti del Comune di Pomezia e degli enti responsabili, Polizia Municipale e Asl, alla luce delle possibili fattispecie di concorso in incendio, disastro ambientale, diffusione di sostanze tossiche e omissione di atti d’ufficio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un passo necessario per verificare se le istituzioni locali abbiano avuto eventuali responsabilità nell’incidente, e per capire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare l’incendio». «Chiediamo inoltre alla Procura di Velletri di acquisire tramite sequestro tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, al fine di accertare la possibile presenza di materiale pericoloso per la salute umana» – aggiunge Rienzi. Il Codacons infine pubblicherà oggi stesso sul proprio sito www.codacons.it il modulo attraverso il quale i residenti dei 21 comuni coinvolti nell’incendio, così come aziende e attività commerciali, potranno costituirsi parte offesa nell’inchiesta della magistratura e avviare l’iter per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

CGIL: NOTIZIE FRAMMENTARIE. «A tre giorni dallo scoppio dell’incendio nell’azienda Eco X di Pomezia continuano ad arrivare notizie frammentarie, che alimentano le incertezze. Sulla natura dell’incendio stanno indagando le autorità competenti, ma riteniamo insufficiente che la risposta delle istituzioni possa limitarsi alla chiusura delle scuole e all’invito alla popolazione a non raccogliere ortaggi e a tenere chiuse le finestre». Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli. «Siamo molto preoccupati per ciò che è accaduto – continua la nota – e chiediamo al Comune e alla Regione di fare chiarezza sulla reale pericolosità delle sostanze disperse nell’ambiente e sulle eventuali ricadute sulla salute pubblica e i rischi per i lavoratori. Riteniamo altresì urgente che la Regione convochi un tavolo di confronto sul nuovo piano relativo al ciclo dei rifiuti e proceda alla messa in sicurezza dei siti contenenti materiali pericolosi, con particolare attenzione all’amianto. Il grave episodio avvenuto a Pomezia – conclude il sindacato – evidenzia, infatti, quanto la nostra regione in tema di rifiuti abbia un urgente bisogno di un nuovo piano e di controlli più stringenti».

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