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Sistema idrico tra nodi e incertezze, un convegno all’hotel Europa

acqua_sprecoSi è svolto l’11 dicembre presso l’Hotel Europa di Latina un convegno sull’evoluzione del Sistema Idrico Integrato nella nostra regione dal titolo “Il Servizio Idrico Integrato – Problemi, sviluppo e Regolamentazione tra Autority Nazionale, Autorità d’Ambito e Regione Lazio”.

Il Convegno è stato organizzato congiuntamente dall’OTUC e dalla Consulta Provinciale degli Utenti e dei Consumatori, cioè gli organismi provinciali ai quali aderiscono le maggiori associazioni di tutela dei consumatori ed, in particolare quelle che ne curano gli interessi nei confronti di Acqualatina.

Presenti il consigliere regionale Gaia Pernarella; Maria Emma Putzu, Responsabile dell’Unità ATI della Direzione Servizi Idrici dell’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico; Raffaele Di Stefano, Garante regionale del Sistema Idrico Integrato, nonché Presidente regionale della Consulta idrica; Angelica Vagnozzi, Dirigente della Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4 di Latina; Tiziana Ferrantini e gli ingegneri Cima e Verde di Acqualatina.

Antonio Bottoni

Antonio Bottoni

Il Convegno è stato aperto dal Presidente della Consulta provinciale, Antonio Bottoni, il quale ha posto l’accento sulle numerose criticità che caratterizzano i rapporti tra utenti ed Acqualatina, anche se è in corso di studio con le altre associazioni un nuovo regolamento che punta ad un maggior rispetto dei diritti degli utenti ed a migliorare la qualità complessiva del Servizio.

Bottoni, invece, ha particolarmente tenuto ad illustrare i timori dei consumatori rispetto ad una proposta di legge che è in corso di approvazione in regione in quanto, secondo il suo parere, qualora venisse approvata così come è stata presentata, con la individuazione di ben 19 Ambiti di Bacino Idrico, rispetto agli attuali 5, si creerà una notevole confusione di ruoli tra le vecchie e le nuove autorità d’Ambito, gli organismi che saranno chiamati a farvi parte, molti dei quali senza una precisa configurazione di poteri, diritti e limiti di azione, in particolare con gli attuali soggetti gestori del Servizio, peraltro, senza tenere in considerazione gli organismi statutari regionali e provinciali di tutela dei consumatori.

Ciò, ad avviso di Bottoni, non potrà che comportare un notevole peggioramento dei rapporti anche interistituzionali ed un incremento delle controversie tra cittadini e soggetti gestori, nonché, come espressamente previsto, un notevole incremento degli esborsi dei cittadini attraverso la fiscalità generale per effettuare gli interventi manutentivi.

L’avv. Di Stefano ha illustrato le già forti criticità di un sistema che vede sovrapporsi norme nazionali, regionali, delle Autority, spesso in conflitto tra di loro con ricorsi alla Corte Costituzionali da parte del Governo, come è recentemente accaduto proprio nel caso della Regione Lazio per un conflitto di attribuzioni per quanto riguarda una legge da essa emanata sul Sistema Idrico.

La dott.ssa Putzu ha illustrato le modifiche che l’Autorità da lei rappresentata in questa occasione sta predisponendo, al fine di meglio regolamentare i rapporti tra gestori ed utenti, nonché per rendere più efficace il controllo sui bilanci dei circa 2.500 diversi soggetti che in Italia gestiscono il Sistema Idrico, attraverso l’introduzione del cosiddetto “unbunding”, cioè la disaggregazione massima possibile dei dati contabili di bilancio al fine di consentire all’Autorità un effettivo controllo sia sulle voci di spesa che di entrata di tali soggetti, evitando, in tal modo, che essi possano ricorrere ad artifici contabili per illegittimi se non per illeciti guadagni.

Antonio Villano, Presidente dell’Otuc, dopo aver evidenziato che l’Autorità non ha ancora fornito risposte ai numerosi quesiti che le sono stati inoltrati e che essa continua ad emanare provvedimenti che spesso si rivelano essere vantaggiosi solo per i gestori della risorsa idrica, in quanto, per esempio, l’adeguamento del deposito cauzionale ha comportato un modo per i gestori di fare cassa ma un danno per gli utenti, peraltro, in un periodo di pesante crisi economica.

Inoltre, ha lamentato che che l’AEEGSI non ha neppure rispettato quelle realtà locali, come quella della nostra provincia, in cui la tariffa agevolata era stata fissata ad un limite di 110 metri cubi, facendola ridurre a soli 30 metri cubi, oltre ad aver consentito un notevole incremento delle tariffe idriche a partire dal 2014, con incrementi che in taluni casi sfiorano il 30%.

Infine, ma non certo per importanza, Villano ha lamentato che attualmente il Fondo Sociale non viene più alimentato in maniera autonoma con risorse provinciali, bensì sottraendo risorse economiche dal Fondo Investimenti, permettendo così di evitare di effettuare investimenti che nella maggior parte dei casi riguardavano la riduzione delle dispersioni di acqua, rimasta a livelli elevatissimi.

Il Presidente dell’Otuc, ha concluso auspicando che in futuro in bolletta siano contemplati i soli costi del servizio idrico, evitando di inserirvi voci che, come il fondo di perequazione per i terremotati del 2012, che nulla hanno a che vedere con il reale consumo degli utenti.

L’Avvocato Ferrantini ed i due ingegneri di Acqualatina hanno illustrato, rispettivamente, delle morosità, spesso non dovute a reali stati di difficoltà economiche alle quali la società deve fare fronte e lo stato delle iniziative poste in essere per fronteggiare le dispersioni idriche che si verificano in una rete estesa circa 3.500 km.

In una breve replica, il Presidente Bottoni ha rimarcato con molto rammarico, la totale assenza di tutti i 38 sindaci dei comuni che fanno parte dell’Ato4, in quanto l’incontro poteva costituire per loro una concreta possibilità offerta dal convegno di interloquire con una autorevole rappresentante dell’Autorità e per meglio comprendere le iniziative da assumere per la tutela dei cittadini rispettivamente rappresentati.

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