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Antonello Venditti torna all’Olimpico dopo 15 anni

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antonello-vendittiUn concerto che ha il sapore di un ritorno a casa: dopo 15 anni, Antonello Venditti questa sera ha riconquistato il palco dello Stadio Olimpico di Roma, nella sua città, davanti a tutto il suo pubblico, accorso in massa come se fosse invitato a una festa.

Alle 21, sotto un cielo finalmente sereno, a dare il via allo show è stato un luminoso countdown che ha introdotto le note di Raggio di Luna, poi l’ingresso del cantautore con gli immancabili occhiali scuri, accompagnato da un’esplosione di applausi e di grida. Proprio dopo questa festa in curva Sud, Venditti girerà l’Italia, da Taormina (il 17 settembre) ad Andria (il 12 dicembre), con il Tortuga Tour, che prende il nome dall’ultimo album, certificato disco d’oro. Ma ci sarà tempo per pensare alle trasferte, perchè questa sera il cantautore «nato sotto il segno dei pesci» ha giocato in casa e ha avuto occhi e anima solo per lo spettacolo di entusiasmo e affetto che la folla di fan gli ha regalato. Complice il buio, le luci dei cellulari tenuti in mano per non perdersi le canzoni del cuore si sono unite a quelle sul palco. Un’emozione in più è arrivata con le immagini proiettate sullo sfondo, ricordi tanto cari a Venditti, tra scatti di una Roma un pò sparita, videoclip introvabili e malinconiche fotografie di eroi come Falcone e Borsellino o amici purtroppo scomparsi, come Pino Daniele e Lucio Dalla, o come il batterista Marcello Vento. E se un pizzico di nostalgia a volte ha preso la scena, mai l’energia e il ritmo sono venuti meno in un concerto che ha mescolato toni ed epoche diverse.

Accompagnato dalla collaudatissima band e poi dalla storica formazione Stradaperta, o da solo al piano, l’artista ha infatti proposto una scaletta in cui, accanto ai brani di Tortuga, non sono mancati le pietre miliari della sua carriera dagli anni ’70 in poi: da Giulio Cesare a Piero e Cinzia, da Stella a Sara, da Ci vorrebbe un amico a Notte prima degli esami, tutte cantate dal pubblico a squarciagola. Più tardi, l’emozione di esibirsi nell’imponente stadio capitolino è arrivata anche per il giovane Briga, che Venditti ha conosciuto negli studi di «Amici» di Maria De Filippi, invitato a intonare Dalla pelle al cuore con il padrone di casa. Ma il concerto ha segnato anche una prima volta, quella di Biagio Antonacci sul palco con Venditti. Il superospite ha cantato con l’amico romano Che fantastica storia è la vita e la storica Amici mai. E poi ancora un’altra vecchia conoscenza, che con Venditti condivide l’amore appassionato per la Capitale, un’ultima sorpresa al momento dei bis: Carlo Verdone è salito sul palco per suonare la batteria e la canzone non poteva che essere Grazie Roma.

Che il ritorno all’Olimpico di Venditti fosse un evento da segnare sul calendario lo ha dimostrato la presenza di tanti giovani mescolati a chi magari era giovane qualche anno fa, un pubblico eterogeneo che lo considera più di una star, quasi uno di famiglia. Segno evidente della profonda traccia lasciata da Venditti nei suoi oltre quaranta anni di carriera, da quando cioè mosse i primi passi al Folkstudio (la mitica «cantina» di Trastevere frequentata con Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano), per poi diventare uno degli artisti italiani più amati, autore di successi ormai entrati a far parte della cultura popolare.

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