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Matrimoni gay, fissata l’udienza per i ricorsi al Tar del Lazio

matrimonio-gay-omosessualiIl prossimo 12 febbraio è la data stabilita dal Tar del Lazio per la discussione dei ricorsi amministrativi proposti per sollecitare l’annullamento delle circolari con le quali i Prefetti italiani hanno invitato i Sindaci al ritiro delle direttive in materia di trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, e alla cancellazione, ove effettuate, delle conseguenti trascrizioni.

Oggi, iscritto al ruolo della prima sezione ter del tribunale amministrativo, c’era un ricorso proposto dal Codacons nazionale, nonchè dalle sezioni dell’associazione di Campania, Lazio, Marche, Friuli Venezia Giulia e Lombardia e dal alcune coppie gay. È stato deciso di aggiornare a discussione al prossimo 12 febbraio, quando davanti al Tar arriveranno per la discussione di merito altri ricorsi proposti da due delle coppie le cui nozze sono state trascritte nei Registri dello Stato Civile di Roma, nonchè dallo stesso Comune di Roma Capitale. Per il Codacons, la cancellazione d’ufficio dei matrimoni gay non è consentita dal nostro ordinamento, essendo «una competenza sottratta, per legge, alla pubblica amministrazione e attribuita al Tribunale ordinario».

Essendo poi, le trascrizioni «conformi alla normativa vigente», per l’associazione «non sussistono ragioni di interesse pubblico tali da legittimare l’annullamento d’ufficio delle trascrizioni di matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero».

Per il Codacons, infine, le circolari prefettizie sarebbero in contrasto anche con le prescrizioni sancite dalla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’uomo, e «l’aver posto i veti alle trascrizioni costituisce altresì una condotta che viola il principio di uguaglianza sia fra cittadini italiani, sia fra cittadini europei».

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