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Pronto soccorso nel caos, ipotesi posti letto privati

Pizzalab

I privati accreditati potrebbero mettere a disposizione i loro posti letto per fare fronte all’assalto ai pronti soccorso di Roma causato dal boom dell’influenza. Una ipotesi che potrebbe essere «favorita» da un «eventuale intervento del prefetto Giuseppe Pecoraro», secondo il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, commissario alla sanità regionale. I numeri parlano di una situazione di «picco influenzale» che nelle venti strutture di pronto soccorso romane ha spinto verso l’alto il numero dei pazienti, e che questo pomeriggio ha fatto registrare 1.091 presenze e 302 persone in attesa di ricovero. E non è stato neanche il momento di maggior stress, perchè alle 14 di lunedì scorso le presenze erano 1.227, e in generale la necessità di ricoveri è costante attorno alle 250 richieste.

«Lì dove si stanno mettendo in atto tutte le misure indicate dalla Regione vi è una situazione di minor stress» ha affermato comunque Zingaretti, e «per quanto riguarda il fermo ambulanze il trend è in miglioramento». In ogni caso, ha aggiunto il governatore, «l’eventuale intervento del Prefetto di Roma», sollecitato dalla Cgil, «può favorire la messa a disposizione di posti letto delle strutture private accreditate al servizio sanitario regionale che hanno dato la massima disponibilità per alleggerire la pressione nei pronti soccorso impegnandosi fino al 31 marzo prossimo. Stiamo seguendo costantemente l’evolversi della situazione – ha detto ancora – che è comune in tutta Italia per il picco influenzale e ringrazio dell’impegno profuso tutti gli operatori, medici e infermieri che stanno dando una risposta straordinaria in un momento di stress del sistema».

Sulla situazione dei pronti soccorso però è intervenuta anche l’opposizione, che da giorni incalza su questo tema l’amministrazione regionale: secondo il capogruppo FI Antonello Aurigemma «Zingaretti getta la maschera. Il prefetto potrebbe agire sostituendosi all’immobilismo dell’amministrazione che avrebbe dovuto intervenire 45 giorni fa, evitando il collasso». Per il capogruppo Ncd Pietro Di Paolo «le ricette miracolose di Zingaretti semplicemente non funzionano».

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