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Al cinema Oxer il nuovo documentario di Pannone

sul-vulcano-pannoneL’ultima opera di Gianfranco Pannone, “Sul Vulcano”, sarà proiettata a Latina lunedì 17 novembre alle ore 20,30 presso la Multisala Oxer. Pannone, abituato ad affrontare spesso temi controversi come ha fatto con “Il sol dell’avvenire” (2008), sulla nascita delle Br, o con “Scorie in libertà” (2012) girato a Latina sull’esperienza nucleare italiana, adotta stavolta una chiave poetica ed evocativa per raccontare il rapporto di chi vive nell’area del vulcano. «Questo non è un film di denuncia ma pone dei problemi. Mi sono concentrato sul rapporto tra uomo e natura» ha dichiarato il regista. Un altro filo conduttore sono le parole sul vulcano, di poeti e filosofi, come il Marchese de Sade, Giordano Bruno, Matilde Serao, Leopardi, Plinio il giovane, Sandor Marai. A leggerle sono, fra gli altri, Toni Servillo, Donatella Finocchiaro, Andrea Renzi, Leo Gullotta, Iaia Forte, Roberto De Francesco, Aniello Arena.

“Tra Napoli e il Vesuvio da molti anni si disputa sulla “zona rossa” – racconta il regista – cioè su quell’area potenzialmente pericolosa perché esposta ai capricci del vulcano, che va da Ottaviano a Torre del Greco, passando per il quartiere di Ponticelli e che cinge tutto il Vesuvio. Sarebbero circa 600000 le persone a rischio se il Vesuvio decidesse di esplodere! Per non dire dell’area dei Campi Flegrei…

pannone-latinaPerché in genere i napoletani sono indifferenti a questo genere di allarmi? Perché una invisibile zona rossa nell’area tra l’antica Partenope e il Vesuvio c’è sempre stata! Questa terra precaria è storicamente abituata a invasioni, emergenze, colpi di scena, talmente frequenti da aver forgiato il carattere stesso di chi la abita. Il fatalismo che accompagna da sempre i partenopei è un bene e un male al tempo stesso. A me piace pensare alla parte positiva, quella filosofica, sempre oscillante tra vitalità e malinconia. Questa componente positiva mi fa credere che i napoletani potranno salvarsi ancora una volta, ma a patto che rinuncino alla parte cattiva del loro proverbiale fatalismo, che tutt’oggi, in nome di un relativismo mal digerito, autorizza persino l’esistenza della malavita organizzata.I napoletani devono imparare ad assumersi delle responsabilità chiare, senza delegare tutto a una politica che ben poco ha fatto per la comunità.Ma questo è un problema che riguarda tutta l’Italia, Latina compresa, che deve vedersela con un vulcano artificiale, la centrale nucleare di Borgo Sabotino, ora in fase di dismissione ma pur sempre “accesa”. Non dimentichiamolo, contrariamente a quanto si dice, Napoli non è un posto a parte, un luogo esotico di “matti” e criminali, come si ostina a propugnarci certa vulgata mediatica, come si ostina a propugnarci certa vulgata mediatica, ma è la ferita aperta del Paese!”

Ora Pannone sta lavorando a due nuovi film non fiction: «L’esercito più piccolo del mondò, dedicato alle Guardie svizzere e al percorso di due ragazzi, un contadino e un teologo che si ritrovano in quel mondo un pò spiazzante. Poi a 50 anni dal Vangelo Secondo Matteo, realizzerò un documentario sul rapporto fra la Basilicata magica e gli intellettuali».

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