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Ecosistema urbano, Latina in fondo alla classifica

ECOSISTEMA-URBANO-LEGAMBIENTE-2014Latina è in coda alla classifica sull’ecosistema urbano di Legambiente. L’indice di valutazione, costruito da Legambiente insieme ad Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, studia dati e parametri nell’ottica di fornire una rappresentazione del livello di vivibilità dei nostri centri abitati.

L’aggregazione dei dati forniti dai comuni, dall’Istat e da altri enti ha portato a stilare una classifica che indica quale città riesce ad avvicinarsi ad un modello ideale ricavato su 18 parametri di tipo ambientale, suddivisi in cinque macro aree che riguardano: la situazione dei trasporti (pubblici e privati), la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria, la condizione del sistema idrico ed i consumi energetici.

auto e smogL’analisi condotta non fa emergere alcun capoluogo del Lazio come particolarmente virtuoso in nessuno degli aspetti della ricerca e neanche il confronto con l’anno passato suggerisce importanti passi in avanti, non ci sono neanche passi indietro e la situazione dei centri laziali continua ad essere pessima. 

La classifica secondo il punteggio finale, sintesi dei 18 valori considerati, vede la sola città di Rieti sopra la media nazionale sulla vivibilità, al ventiseiesimo posto, mentre sono relegati nel fondo gli altri capoluoghi, tra i quali Latina. 

Una regione che continua ad essere ricoperta dai rifiuti, questo quanto emerge dai numeri relativi alle tonnellate di RSU raccolti e alle percentuali di differenziata per l’anno 2013. Lievissimo miglioramento a Roma che arriva al 30% di raccolta differenziata (rispetto al 25% dell’anno precedente) ma ancora eccessiva la produzione di rifiuti pro-capite pari a 638,2 kg. Bel salto in avanti a Viterbo dove si va dal 14% del 2012 al 58,8% nel 2013. Il capoluogo della Tuscia ha intrapreso la raccolta porta a porta che sembra andare nella direzione giusta, registrando diminuzioni di rifiuti per abitante (da 499 a 457,4 kg per abitante) e facendo aumentare la quota di raccolta differenziata. A Latina e Frosinone ancora troppi i rifiuti pro-capite (rispettivamente 567,3 e 581) e basse le percentuali di differenziata (30% e 15%).

Sono poi valori importanti nella realizzazione della classifica, quelli sulla qualità dell’aria: Rieti presenta dati sotto questo punto di vista confortanti, soprattutto se confrontati con le altre realtà che mostrano situazioni preoccupanti. Roma e Latina presentano elevate concentrazioni di biossido di azoto nell’aria; la capitale oltretutto vede superati di quasi un terzo i limiti di legge di questa sostanza altamente tossica. Frosinone rileva invece la sua situazione critica sui livelli di particolato (PM 10), unica città italiana che, insieme a Benevento, registra un valore medio superiore a quello considerato pericoloso per la salute umana (40 µ/mc). 

Le condizioni dell’aria scaturiscono principalmente da uno dei grandi problemi delle province laziali: la mobilità. Il numero di automobili circolanti nelle città del Lazio è alto e provoca i già menzionati problemi alla salute e le note ripercussioni su traffico, privato e pubblico. Una media di 70 veicoli ogni 100 abitanti sono un numero eccessivo per centri che in gran parte non sono adatti al traffico privato e che vedono piazze e altri spazi pubblici diventare soltanto grandi parcheggi e scomode arterie di scorrimento, e che, oltretutto, portano a tassi di incidentalità spaventosi. Latina e Rieti nello scorso anno risultano avere il più alto numero di vittime ogni 10.000 abitanti sulle proprie strade (rispettivamente 1,55 e 1,89) rispetto a tutti gli altri capoluoghi italiani.

“Anche quest’anno i dati emersi dal rapporto Ecosistema Urbano non sono confortanti – Ha dichiarato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio –, sui rifiuti non vediamo nessun salto di qualità, ormai indispensabile soprattutto a Roma, e continuiamo a chiedere che si dia inizio e si apra al più presto il percorso partecipato per la realizzazione del nuovo piano dei rifiuti regionale. Sulla mobilità la risposta delle amministrazioni non è soddisfacente con dati su ciclabilità e isole pedonali che non mostrano alcun vero cambiamento di rotta rispetto agli anni precedenti. Nella capitale e in tutta la regione bisogna accelerare su una mobilità nuova, dove i processi di pedonalizzazioni avviate, a Roma dai Fori al Tridente, possano liberare il centro storico dal traffico e creare aree pedonali in ogni quartiere; preoccupa il dato generale sul trasporto pubblico con 130 viaggi in meno che ogni abitante ha fatto su  mezzi pubblici nel 2013. ”

Ambiti poco rassicuranti vengono poi dalla gestione di un bene prezioso come l’acqua: ad eccezione di Frosinone, i consumi quotidiani di acqua per abitante sono molto alti e nel caso di Roma arrivano a picchi notevoli (circa 213,5 litri). Sistema idrico che inoltre vede perdere una rilevante parte della quantità d’acqua immessa: da Roma che perde il 35% di quanto immesso in rete, gli altri centri urbani perdono nella rete più del 50% di acqua (Rieti il 57%, Latina 70%, Frosinone 76%) e con percentuali peggiorate nell’ultimo anno.

“Allarmanti anche i numeri sulla dispersione idrica dei nostri acquedotti – prosegue Scacchi -, nell’era dei cambiamenti climatici e del dissesto idrogeologico, non è più possibile avere tubature “colabrodo” e in via di peggioramento come vediamo nel Lazio”. 

SCARICA TUTTI I DATI (PDF)

Comments

comments

  • Matteo

    Grazie Cirilli e Di Giorgi…

  • tipometro

    Grazie ai sindaci che si sono succeduti. Qualche Comune ha scalato la classifica, Latina l’ha scesa. Però anche qualche cittadino ci ha messo del suo

  • Cittadino di Latina

    Per non votarli più basta fare un volantino con questi numeri e le loro facce sotto.

    Cara Latina svegliati!

  • Cinico

    per molti cari concittadini l’importante che la classifica la salga il latina calcio poi per la qualità della vita in questa città chissenefrega!

  • Roberto

    fino a quando Latina Ambiente sarà gestita come negli ultimi 10 anni saremo sorpassati anche da Tunisi.
    Devo andare io a ritirare le buste per la differenziata; devo tornarci io almeno 3 volte perchè non sono disponibili; devo sentirmi dire “ma lei le ha prese 40gg. fa; devo dargliele fra 2 mesi”; non abbiamo alcun beneficio in fattura se differenziamo o meno.
    Insomma un altro carrozzone per assunzioni clientelari e sperpero di risorse.
    Quando i sigg. perderanno il posto di lavoro perchè nessuno differenzia più capiranno che sarebbe stato utile aiutare gli utenti a differenziare, con consegna capillare di buste e contenitori, anche 2 volte al mese.

  • Bluette

    Una cosa nuova e valida, i cassonetti interrati, si sono allagati in un precedente nubifragio! …E sono ancora li da sistemare. Fino a quando bisogna aspettare per ripararli e rimetterli in funzione??? Nessun giornale se ne occupa?

  • Marione53

    Per fortuna (lotteria?) che Latina ha la bandiera blu: mare inquinato dai canali senza depurazione (Astura che vien dalla discarica….), Rio Martino che è una fogna a cielo aperto), Capo Portiere (con il canale che raccoglie le fogne del lungomare e viene aperto quando il mare è mosso…), servizi pubblici quasi inesistenti, ciclisti e pedoni che rischiano la vita ad ogni incrocio e 74 utenti su 100 abitanti che vanno in macchina anche solo per 100 metri, con l’aria sempre più inquinata…..
    Grazie, giunta comunale, ma perché non andate via come ha fatto il vostro sindaco?

  • minerva

    Che cos’è che viene aperto?

MandarinoAdv Post.