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I costruttori dicono no all’autostrada Roma-Latina

stefano-petrucci-anceSi è tenuto oggi a Latina, presso l’Hotel Europa, l’incontro «Autostrada Roma-Latina. Pro e contro», nel corso del quale il Vicepresidente di Ance Lazio, Domenico Paglia ha ripreso i temi già portati avanti dal Presidente Stefano Petrucci.

«Da anni – dichiara Paglia in una nota – Ance Lazio si batte perché si riqualifichi e si realizzi un’opera efficiente e sicura. Abbiamo sostenuto la soluzione autostradale perché pensavamo che fosse la migliore. Abbiamo anche guardato con favore e ritenevamo che fosse logico e conveniente puntare sullo strumento del Project Financing, considerate le difficoltà finanziarie dello Stato e la possibilità di valorizzare il capitale privato. Oggi abbiamo dei dubbi. E torniamo a chiedere a chi deve prendere le decisioni giuste di valutare attentamente, alla luce dei risultati che la soluzione del Project Financing ‘all’italianà ha dato e sta dando, se sia conveniente e opportuno proseguire su questa strada o se invece vada fatta una scelta diversa, nell’interesse dei cittadini e dell’economia regionale. Una lettura attenta dei quesiti posti dalle aggregazioni di imprese invitate a partecipare alla gara per la concessione evidenzia criticità che mettono in discussione la concreta fattibilità economico – finanziaria del progetto. Se a luglio ci eravamo chiesti se alla luce dei risultati del “Project all’italiana” per le grandi opere stradali la Roma Latina si sarebbe mai realizzata, oggi vediamo pienamente confermate le nostre preoccupazioni».

Paglia sottolinea «la forza della proposta di Ance Lazio», con cui si chiede coscientemente di «utilizzare le preziose risorse messe a disposizione dal CIPE per una soluzione diversa che assume una decisa concretezza». «La nostra idea è molto semplice – aggiunge – Di fronte alle incertezze su costi e tempi, a fronte delle difficoltà sui tracciati, sulla complessità del far tornare i conti di un’operazione di Project Financing riteniamo necessaria una valutazione e decisione politica che porti a utilizzare i 468 milioni oggi messi a disposizione per l’autostrada Roma Latina, cui vanno ad aggiungersi i 240 MLN stanziati per il tratto Cisterna Valmontone, per un nuovo progetto di messa in sicurezza e miglioramento dell’attuale tracciato. Chiediamo di considerare concretamente l’opportunità e la fattibilità di un percorso che se perseguito con convinzione e
riconosciuto valido dal Governo consentirebbe di aprire i cantieri già nel corso dell’anno prossimo assicurando sicurezza e miglioramenti nel giro di 3 anni, ovvero entro il 2017. Una soluzione che limiterebbe fortemente i disagi rispetto al progetto autostradale consentendo altresì di poter contare su una concreta e certa corrispondenza tra costi e risultato finale. Siamo consapevoli che questo cambiamento di rotta e di decisione richiede un assestamento e scelte che implicano la revisione di impegni e di procedure, ma riteniamo – ha concluso il Vicepresidente – che chi governa debba mettere sulla bilancia innanzitutto l’interesse dei cittadini e delle imprese, della società civile che vive su questo territorio e il tessuto economico che da un’opera pubblica deve trarre benefici e non disagi. Soprattutto in un momento difficile come questo».

Per Edoardo Bianchi, Presidente di Ance Roma, «l’evento di oggi è il contributo delle tre associazioni dell’Ance al movimento più importante a favore della Roma Latina. È una testimonianza di serietà e di attenzione agli interessi del Paese. La riflessione alla quale abbiamo invitato istituzioni e società civile va nella direzione di realizzare la Roma Latina, sottolineando tuttavia che con queste condizioni e questo meccanismo l’opera non può essere compiuta. Proseguendo su questa strada ripeteremo un percorso che, come dimostra l’esperienza di altre opere strategiche, è destinato a prolungare all’infinito la sua realizzazione, facendo lievitare di 4/5 volte il costo pubblico delle infrastrutture».

Il Presidente di Ance Latina Davide Palazzo ha inoltre evidenziato come sia inopportuno «in un momento storico come questo, di grande difficoltà sul piano delle risorse, perseguire soluzioni che non offrono garanzie per una rapida fruibilità. Per questo chiediamo di riflettere e di fare la scelta giusta, nell’interesse dei cittadini e delle imprese. Le vere priorità sono la manutenzione e la messa in sicurezza della rete stradale ad iniziare dalla Pontina. Egualmente, se la questione è collegare il Lazio meridionale con il resto d’Italia, bisogna allora chiedersi perché non si completi la Latina Frosinone così da collegarsi alla A1 tramite gli svincoli di Frosinone o Ferentino. Sarebbe sicuramente più redditizio per lo Stato e per i cittadini, e si offrirebbe anche un importante contributo al lavoro delle nostre imprese».

Comments

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  • Cinico

    praticamente è stato necessario un convegno di soloni per stabilire ciò che una semplice POLITICA AMMINISTRATIVA avrebbe soppesato con semplici considerazioni da scrivania.
    …..ma aspettiamoci la sorpresa da questa politica scaltra che prepara la “strada” del finto consenso CSX e CDX per attuare soluzioni alternative peggiori delle precedenti.

  • Colletto Bianco

    Dalla grassa scrematura degli appalti viene fuori il malaffare politico, guardatevi intorno con occhi critici pensate davvero che una rotonda stradale possa costare oltre 200mila euro? Ve stanno a pijà pe cu|o e voi abboccate come degli allocchi, il sovraccarico di tasse viene dal clientelismo nell’aggiudicare gli appalti superpagati da tutti

  • Claudio

    Leggo gli articoli e leggo i commenti e poi penso ma i Nostri Genitori, nonni e Bisnonni erano proprio delle zappe, stupidi e ignoranti, hanno collegato con una autostrada la Svizzera alla Sicilia che stupidi!
    I nostri cari studi di progettazione STRAPAGATI per consulenze e progetti invece in solo 30 anni hanno pensato, ma ancora non ne sono certi, che si potrebbe collegare il sud del Lazio alla capitale. Questi si che sono intelligenti.

MandarinoAdv Post.