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Latitudine Teatro porta in scena la Costituzione

Come ogni anno tantissimi giovani attori hanno intrapreso un percorso teso allo sviluppo delle capacità creative, della socializzazione e di un’intensa e consapevole relazione interpersonale.

È l’idea dello scambio dell’esperienza e del confronto con gli altri ad animare la rassegna form/AZIONE targata Latitudine Teatro, centro di formazione teatrale diretto da Stefano Furlan, che dal 3 al 18 giugno proporrà nella sua sala teatrale una serie di spettacoli dal tema variegato. Anche se, a dire il vero, il filo che quest’anno lega le esibizioni finali è quello del diritto e dell’applicazione da parte dell’uomo del principio costituzionale nella quotidianità della propria esistenza.

“Affari (anche) tuoi” e “ Articolotre”, i saggi rispettivamente di bambini e adulti di secondo livello, portano in scena proprio la Costituzione Italiana. I bambini, guidati da Adele Mattocci, partono da due interrogativi: che cos’è una regola? E cosa sono i diritti?, mentre con “Articolotre” sarà in scena l’analisi lucida e disperata su uno degli articoli più importanti e discussi della nostra costituzione. Anche in questo caso sarà un interrogativo ad alimentare le riflessioni del pubblico: cosa saresti disposto a fare per difendere un tuo ideale?

Con “Polaroid” gli allievi del primo anno adulti si esibiranno con la quotidianità di un’umanità che tutti i giorni lotta per rivendicare i propri di diritti di madre, di donna, di uomo, fidanzato, amico, figlio. I brevi monologhi che compongono la realizzazione scenica rappresentano con ironia e realistica amarezza tante fotografie del mondo che ruota insieme a noi.

I tre livelli dei giovani si trovano invece sotto le luci con un testo che attraversa la storia da oltre duemila anni: l’Antigone. Originariamente scritto da Sofocle quello che Latitudine Teatro porta in scena è un riadattamento scritto e diretto da Michela Sarno. Il risultato finale è “Antigone. Una questione dolorosamente umana” e la “questione” è proprio quella del rispetto della regola, ovvero della legge, che si scontra col dovere di far valere i propri diritti.

A chiudere la rassegna gli allievi del seminario sulla drammaturgia contemporanea con lo spettacolo “Non solo per me/ Io non so” diretto da Stefano Furlan. Il diritto alla vita, alla morte, alla malattia si rincorrono in uno spettacolo dove per lo spettatore sarà impossibile non provare un’immedesimazione grazie alle parole chiare, dirette, forti, “vere” che la protagonista, Frida, sussurra e grida mentre racconta la sua vita in un quadro scenico, creato da Furlan, che sottolinea l’emotività degli attori in scena e fa vibrare l’anima di chi avrà la fortuna di assistere a questo rituale di un amore difficile dove l’urlo più forte è quello di chi rivendica i diritti di chi “sopravvive”.

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