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Bagno di folla al teatro, Moratti premiato a Latina

«Un presidente, c’è solo un presidente». Il Teatro Cafaro di Latina sembra una roccaforte interista quando il presidente onorario Massimo Moratti fa il suo ingresso. E l’entusiasmo fa da cornice all’evento in cui l’ex numero uno nerazzurro ha ricevuto il premio “Mecenate dello sport” promosso dal Comune di Latina, nato in ricordo dell’imprenditore Varaldo di Pietro, e riservato agli imprenditori che si siano distinti per aver finanziato lo sport.

E Moratti l’ha fatto con la sua Inter e i suoi 15 trofei in 5 anni, tra cui la Champions League e il Mondiale per club. Ma ora alla guida del club meneghino c’è l’indonesiano Erick Thohir. «È stato la scelta migliore – spiega l’ex patron – ma non mi piace molto quando dice, forse per problemi di lingua, di voler risanare l’Inter, che non ha nulla da risanare. L’Inter ha risposto sempre ai propri debiti, all’acquisto dei giocatori, al pagamento degli stipendi senza mai pesare su nessuno».

«La famiglia Di Pietro ha segnato la storia della nostra città – riconosce il sindaco Giovanni Di Giorgi – Questo premio nasce dalla voglia di Gianni Di Pietro, un premio che mancava nel panorama dello sport italiano ed è un piacere avere qui oggi il presidente Moratti».

«Mio padre fu un imprenditore precursore nel significato del termine mecenate – ricorda Di Pietro -, e lei è il personaggio più idoneo a ricevere questo premio, è il simbolo del mecenate». «Esisteranno ancora i mecenati – assicura Moratti – gli appassionati che non vogliono far perdere la possibilità di far felici i propri tifosi, il mecenate con i soldi della sua famiglia che si mette a rischiare lo troverete ancora. Anche nell’industria si cercano dei professionisti ma poi vedi che chi difende il Paese è una famiglia e questo succede anche nel calcio. Noi forse abbiamo sbagliato nella parte commerciale, nel vendere la società con fantasia in tutto il mondo».

Ora però a guidare l’Inter c’è un indonesiano. «Questo in un certo senso è un handicap – rileva Moratti – ma lui sta cercando di superarlo con la sua esperienza internazionale. Andava bene trattare con lui perchè in un momento portava tutto il mercato che a costruirlo servivano 4-5 anni. Ti porta l’Indonesia e il mercato della Cina, se ce la fa. Servirà avere intorno persone valide, ho insistito anche per un ruolo per Zanetti, ma è attento, preciso, onesto, rappresenta bene l’Inter. Lo dico agli interisti: non preoccupatevi». Quel Thohir che vuole cambiare il calcio italiano con i vari Pallotta e Berlusconi e Agnelli Jr. «Chiunque arrivi – lo giustifica il petroliere – è chiaro che deve cambiare e portare se stesso, le persone di fiducia, poi lo fa se riesce a farlo, ma è umanamente concesso». Lui preferisce pensare all’Inter che fu. Al suo amore per Mourinho («dopo di lui sarebbe stato difficile per chiunque»), per Recoba e Ronaldo: «Recoba mi prende il cuore, Ronaldo fu un’intuizione. Sembrava una cosa carissima ma per me no, fu l’unico giocatore ripagato in poco tempo e venduto il doppio anche se menomato».

Su Balotelli, invece, presto impegnato ai Mondiali: «ha un caratteraccio, ma conoscendolo è un bravissimo ragazzo e uno shock diventare importante, guadagnare soldi e sopportare le piccole critiche del calcio. Credo che anche i giocatori devono imparare ad avere pazienza. Balotelli è uno che reagisce, diventa uno scontro costante con l’ambiente ma se lo rassicurano, doti ne ha e può fare bene». E un suo possibile interessamento al Cagliari? «Nego, gira voce su una famiglia che conosco, italiani». Il suo cuore è solo nerazzurro.

Comments

comments

  • Gio

    E ‘ stata la chisura di una campagna elettorale , non si finga di non saperlo !
    E’ andata piuttosto bene,si e’ usato Moratti come specchietto delle allodole ….c’e ‘ poco da dire …..un buon lavoro,poteva anche attenere qualche presenza in piu ‘ ma e’ stata una splendida giornata e qualcuno ha dato forfait !!!!

  • lorenzo

    una bella bomba e brandelli di carne che volano.. sai quante persone inutili in meno…

MandarinoAdv Post.