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Tangenti per prescrivere farmaci, perquisizioni anche a Latina

C’era un groviglio di tangenti celato sotto le cure sperimentali contro la psoriasi secondo quanto scoperto dal Nas dei carabinieri di Firenze in indagini coordinate dalla procura di Firenze; l’inchiesta, intitolata ‘Derma… affare fatto”, ha evidenziato un’ampia corruzione tra medici e responsabili di multinazionali farmaceutiche all’ombra di “Psocare”, un programma nazionale di sperimentazione contro la psoriasi promosso dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Almeno 800 i malati cronici di psoriasi coinvolti loro malgrado, mentre – fra i 30 indagati – sei sono le persone finite agli arresti domiciliari, due devono rispettare obblighi di dimora e per 13 sono scattate interdizioni dalla professione. Agli arrestati è contestata l’associazione a delinquere; a tutti gli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato.

Con ordinanza del gip di Firenze Antonio Pezzuti, seguita ad una richiesta del pm Sandro Cutrignelli, sono finiti ai domiciliari il professore universitario fiorentino Torello Lotti, dermatologo di fama, 57 anni, considerato dagli inquirenti ‘dominus’, ispiratore e «capo supremo» dell’intera operazione corruttiva; Patrizia Cecchi, 52 anni, segretaria amministrativa del Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica dell’università di Firenze, diretto dallo stesso Lotti; Michela Troiano, 30 anni, medico specializzando in dermatologia e venereologia, braccio destro di Lotti nel centro ‘Psocarè di Firenze, anche questo diretto dal professore. Ai domiciliari anche Stefan Coccoloni, 30 anni, Leonardo Fronticelli, 33, e Corrado Trevisan, 59, rappresentanti di società di congressi e eventi. Centrale il ruolo di queste società, secondo gli inquirenti, poichè nei loro conti il Nas ha rintracciato 1.700.000 di euro, presunto frutto degli accordi corruttivi. Sotto indagine le società Hevento e Hevento Media service di Firenze, la società Medi service doctors and partners di Roma, alle quali va aggiunta l’Accademia toscana di dermatologia.

Ma le tangenti versate dalle industrie sarebbero consistite in attività come sponsorizzazioni di corsi per giovani medici specializzandi, assunzioni a progetto, borse di studio, iniziative promozionali. Nel mirino degli inquirenti, tra l’altro, sono finiti anche un viaggio a Praga di «tutti i primari» per un congresso, un presunto ammanco causato all’università di Firenze (per 200.000 euro) tramite una convenzione per posti da specializzandi e perfino una donazione: un ecografo regalato da un’azienda all’unità ospedaliera diretta da Lotti, direttore della clinica dermatologica dell’ospedale fiorentino Santa Maria Nuova. I sei arrestati sono accusati di associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato. Tra le 21 misure, il gip ha firmato due obblighi di dimora per medici di Livorno e Ravenna referenti locali del programma ‘Psocarè, e 13 interdizioni dallo svolgimento dell’attività imprenditoriale, per due mesi, per altrettanti dirigenti e responsabili delle industrie Abbott, Jansseen Cilag, Wyeth Lederle, Schering Plough, Novartis, Morgan Pharma e Almirall. Secondo gli inquirenti, il professor Lotti – che faceva leva sulla sua autorità medica poichè accentra molte cariche fra cui, primo italiano a diventarlo, quella di presidente della Società mondiale di dermatologia – e i suoi referenti assicuravano alle industrie un incremento dei ricavi prescrivendo ai pazienti i loro farmaci anche se non erano compresi nel programma ‘Psocarè dell’Aifa e a prescindere da una reale efficacia curativa. I pazienti venivano ‘traslocatì da una cura all’altra, da un farmaco all’altro, a pacchetti di decine, centinaia per volta, secondo gli esiti di trattative precise e convincendoli con argomenti medico-sanitari a cambiare cura. I maggiori costi poi ricadevano sui budget del Servizio sanitario nazionale. Però, quando alcuni malati di psoriasi si sono insospettiti per il risultato delle cure, da cui non guarivano, nè traevano benefici, sono partiti i primi sospetti, ed esposti sono arrivati alle procure di Firenze e Torino; da qui, l’inchiesta.

Stamani il Nas di Firenze in collaborazione con altri reparti dell’Arma, oltre ad eseguire le misure cautelari, ha svolto 37 perquisizioni in abitazioni e studi di Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Lazio, Liguria, Veneto ed Umbria. Perquisizioni che sono avvenute anche a Latina.

UN MERCATO DA 450 MILIONI – Nel 2009 il mercato dei farmaci immunosoppressori biologici, tra cui gli anti Tnf-Alfa, usati per curare l’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica, è stato di circa 450 milioni di euro, per un totale di circa 15 milioni di dosi prescritte. All’interno della spesa affrontata dagli ospedali per l’erogazione dei farmaci, che è di 6,2 miliardi, questi medicinali rappresentano circa il 7,25%. A dare le dimensioni del mercato di questi farmaci, oggi balzati agli onori della cronaca la vicenda di corruzione nell’ambito del programma di sperimentazione contro la psoriasi, è il rapporto Osmed 2009 elaborato dall’Istituto superiore di sanità. I principali farmaci biologici utilizzati per il trattamento dei pazienti nell’ambito del progetto Psocare sono quattro, come spiega Enzo Berardesca, direttore del dipartimento di dermatologia clinica del S. Gallicano di Roma. «Sono l’infliximab, l’etarnecpt, l’adalimumab e l’ustekimumab – precisa – Non tutti i pazienti vengono curati con questi medicinali nell’ambito del programma Psocare, ma solo quelli che presentano alcuni requisiti, tra cui l’aver già provato con le terapie tradizionali senza successo o aver subito effetti collaterali da queste. Si tratta di farmaci molto costosi, visto che ogni paziente all’anno costa circa 10-15mila euro». Come rileva il rapporto Osmed 2009, gli immunosoppressori biologici sono cresciuti rispetto all’anno precedente, passando da una spesa di 388,4 milioni di euro nel 2008 a 445,4 milioni nel 2009, e compaiono al primo posto nella classifica dei farmaci a maggior spesa in erogazione diretta. La spesa degli immunosoppressori biologici Š dovuta quasi interamente agli anti- TNF alfa (408,1 milioni di euro), con adalimumab, etanercept e infliximab ai primi posti nella classifica dei primi 30 principi attivi per spesa erogati dalle strutture pubbliche. Sono impiegati in ambito reumatologico, dermatologico e gastroenterologico. La loro somministrazione varia a seconda della gravità del paziente, e può andare da un’iniezione a settimana o ogni 15 giorni, ad un’infusione ogni 2 mesi o una puntura ogni 3 mesi. A livello territoriale, nel 2009 la spesa pro capite più alta per questi farmaci erogati attraverso le strutture pubbliche è stata in Toscana, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, mentre quella più bassa si è avuta in Lombardia, Val d’Aosta, Sicilia, Molise e Provincia autonoma di Trento.

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