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Un’anziana di Maenza e un giovane di Sabaudia tra i disabili ricevuti dal Papa

Hanno tra i 16 e gli 86 anni, sono affetti da patologie invalidanti di carattere ortopedico, neurologico e oncologico, per alcuni temporanea per altri cronica, tra loro ci sono tre stranieri, compreso un libico di religione musulmana.

Questi i dodici disabili a cui papa Francesco ha umilmente lavato e baciato i piedi, inginocchiandosi davanti a ciascuno di loro, nella messa «in coena Domini» nel Centro Santa Maria della Provvidenza della Fondazione Don Gnocchi, a Roma.

La più anziana, Angelica di 86 anni, è di Maenza (Latina). Contadina per tutta la vita, sposata con un armeno, tre figli, rimasta vedova a 39 anni, nell’88 ha avuto il primo intervento per protesi all’anca sinistra, ripetuto per una sostituzione nel ’93. Nell’agosto dello scorso anno, la caduta con frattura scomposta dell’anca già operata e di varie costole. È in riabilitazione.

C’è anche Marco, 19 anni, quinto anno al liceo scientifico tecnologico, ha avuto nell’ottobre dello scorso anno una diagnosi di neoplasia cerebrale. Ha subito in questi mesi una serie di interventi chirurgici. E’ un animatore nella parrocchia SS. Annunziata di Sabaudia.

Il più giovane è Osvaldinho, di 16 anni, originario di Capo Verde e residente a Roma da tempo. Dopo un banale tuffo in mare, nell’agosto dello scorso anno ha riportato un trauma vertebro-midollare con tetraplegia immediata: gli arti paralizzati, completamente immobile, costretto su una sedia a rotelle.

Orietta, romana, 51 anni, a soli due anni è stata colpita da vaiolo che le provoca un’encefalite. Samuele, 66 anni, a tre anni ha vissuto il dramma della poliomielite, ed è paralizzato agli arti inferiori. All’Opera Don Gnocchi, oltre all’assistenza e all’istruzione, ha trovato anche l’amore e il lavoro, sposandosi e diventando operatore dipendente, fino alla pensione.

Daria, 39 anni, affetta da tetraparesi spastica neonatale, ricoverata fin da piccola presso la degenza diurna del Centro «S. Maria della Pace» di Roma della Fondazione Don Gnocchi. Pietro, anch’egli di 86 anni, due figli e tre nipoti. Artigiano per tutta la vita, risiede da circa un anno al Centro «S. Maria della Provvidenza» di Roma della Fondazione Don Gnocchi per deficit dell’equilibrio e della deambulazione ed ipotonotrofia muscolare. Gianluca, 36 anni, dall’età di 14 anni ha subito vari interventi per meningiomi. Stefano, 49 anni, affetto da oligofrenia grave e spasticità in esiti di cerebropatia neonatale. Ha sempre vissuto in famiglia, da due anni risiede alla Rsa del Centro «S. Maria della Provvidenza» di Roma della Fondazione Don Gnocchi. Hamed, 75 anni, originario della Libia, di religione musulmana. Ha lavorato per anni alla Camera del Commercio Italo-Araba. A seguito di un incidente stradale, ha subito gravi danni neurologici. Giordana, 27 anni, originaria dell’Etiopia, affetta da tetraparesi spastica in seguito a paralisi cerebrale infantile ed epilessia, risiede da vent’anni al Centro Irccs «S. Maria Nascente» di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Scrive poesie e cura con altri disabili del Centro l’emittente web «Radio Don Gnocchi». Nel 2002, aveva salutato personalmente Papa Giovanni Paolo II nel corso dell’udienza concessa alla Fondazione nel centenario della nascita di don Gnocchi. Walter, 59 anni, affetto da sindrome di down. Appassionato di musica e di teatro, dopo la morte dei genitori è rimasto solo con il fratello. Ora la sua casa è il Centro Multiservizi di Legnano (Milano) della Fondazione Don Gnocchi.

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