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Loffarelli, un romanzo sul mondo della scuola

C’è del muschio in Terza A di Giancarlo Loffarelli (Zedde editore, Torino, pp 220, €. 15,00) è un romanzo in forma diaristica sul mondo della scuola, che non rinuncia a dare spazio alla sua anima teatrale e ad accarezzare la sua vena classica citando il grande  Shakespeare, almeno nel titolo.

Il romanzo, si presenta come il diario di un anno di scuola redatto da un docente e racconta, con la profonda ironia propria dell’autore, le vicissitudini di una tipica scuola di oggi: i diversi studenti nelle loro preoccupazioni quotidiane, i docenti con i loro entusiasmi e le loro lamentele, e tutto il mondo che ruota attorno a un’istituzione scolastica; ne esce fuori un ritratto ricco di luci e di ombre.

“Da tempo avevo in animo di dedicare due romanzi ai due mondi che hanno riempito la mia vita – commenta Giancarlo Loffarelli – e che costituiscono le mie passioni (passioni nel doppio senso di questo termine: ciò che si ama e ciò che, proprio perché si ama, ci produce anche sofferenza quando non lo vediamo andare come si desidererebbe): il teatro e la scuola. Avevo scritto prima un romanzo sul mondo del teatro (dal titolo Mezzi fucili) e poi questo, C’è del muschio in Terza A, sulla scuola, che esce prima poiché  l’editore ha ritenuto di dover scommettere sulla scuola. Spero che se questo andrà bene, anche l’altro vedrà presto la luce”.

I tanti problemi di una scuola sempre più svilita nella sua funzione, e dall’altro, le tante risorse che i protagonisti, convivono e si alternano in un continuo scambio di prospettive che tiene il lettore incollato ad ogni pagina del romanzo, che scorre veloce tra una risata, una riflessione e un colpo di scena, senza rinunciare mai all’ironia costante della descrizione di fatti e personaggi che conferisce alla lettura una piacevolezza assoluta. Un fulminante finale a sorpresa poi, getta una luce particolare sull’intera storia raccontata.

Conosciuto come drammaturgo e regista teatrale, nonché come direttore artistico dell’Associazione culturale “Le colonne”, Giancarlo Loffarelli è nel mondo della scuola da più di trent’anni. Insegna Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “Pacifici e De Magistris” di Sezze e collabora da anni con la “Sapienza-Università di Roma”. I suoi testi teatrali sono stati rappresentati in Italia, oltre che dalla Compagnia Le colonne, da diverse altre Compagnie, tradotti all’estero e pubblicati. Ha vinto numerosi premi di drammaturgia, fra cui il Premio “Vallecorsi” di Pistoia (2000), il “Fondi-La Pastora” (2002), il Premio nazionale di drammaturgia “Calcante” (2011) e il Festival nazionale d’arte drammatica di Pesaro (2013). Da pochi giorni mentre la compagnia si appresta a mettere in scena una nuova edizione dello spettacolo, il testo “Se ci fosse luce, i misteri del caso Moro” è stato selezionato, attraverso una collaborazione con il Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea, dalla Maison Antoine Vitez per essere tradotto e quindi diffuso nei paesi di lingua francese. Presso la casa editrice Zedde di Torino ha pubblicato Lo scrigno (2005) e il romanzo corale Il colpevole è Maigret (2008).

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