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Aborto, proposta in Regione per rivoluzionare i consultori

Rivoluzionare l’idea di consultorio sostenendo anche le strutture private che promuovono «la famiglia e i valori etici di cui essa è portatrice». Approda domani alla commissione Politiche sociali della Regione Lazio la proposta di legge regionale che prevede la possibilità di accreditare e quindi finanziare anche consultori privati, e sostenere associazioni familiari e onlus che «promuovono la stabilità familiare e i servizi alla famiglia».

La proposta di legge ha come prima firmataria Olimpia Tarzia (Lista Polverini) ed è già stata sottoscritta da molti consiglieri di maggioranza, tra cui il presidente del Consiglio regionale Mario Abruzzese. «La Regione riconosce il valore primario della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio», recita l’articolo uno della riforma, e Tarzia aggiunge: «La proposta fissa importanti principi in ordine alla tutela della vita e del figlio concepito, già considerato membro della famiglia e ai quali l’azione dei consultori è chiamata a conformarsi».

La riforma individua la «famiglia come soggetto politico» garante dei «diritti inviolabili della persona» e sottolinea la posizione ‘sussidiarià delle istituzioni pubbliche nei confronti di consorzi familiari, associazioni e ong che promuovono i valori familiari«.

Nel corso della conferenza di presentazione della riforma a via Poli, la consigliera Isabella Rauti ha sottolineato: »Questa proposta vuole riformare la legge del ’76, quella sui consultori, che oltre ad essere datata è anche ideologizzata. Lo scopo non è chiudere i consultori ma renderli più efficaci, orientare la maternità e paternità responsabile e la libertà di abortire ma anche di non abortire«. »Non credo debba essere un tabù ripensare la legge istitutiva dei consultori – le ha fatto eco la deputata Pdl Beatrice Lorenzin -, in questo modo fa diventare veramente familiari ovvero “per la famiglia”«.

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