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Nardi torna in Italia: con il Nanga Parbat la sfida resta aperta

L’alpinista di Sezze Daniele Nardi è rientrato ieri sera in Italia dal Pakistan dove si era recato per tentare la scalata in solitaria, risultata poi impossibile a causa delle avverse condizioni atmosferiche, del Nanga Parbat, in lingua Baltì ‘Regina delle montagnè, la nona vetta più alta al mondo (8.126 metri).

Lo scalatore aveva tentato di raggiungere la vetta passando attraverso il versante Diamir, ma era stato poi costretto a rinunciare per le condizioni del ghiaccio e della neve proibitiva. «Non ci sono parole per misurare la forte delusione provata dopo aver creduto, lottato, sperato in un progetto e – ha detto Nardi all’arrivo all’aeroporto di Fiumicino dal Pakistan, via Dubai – doversi poi arrendere di fronte alla constatazione che non c’erano le condizioni per salire la via che desideravo».

Già lo scorso anno Nardi aveva tentato l’impresa, mai riuscita prima di arrivare in cima al Nanga Parbat in inverno, con la scalatrice francese Elisabeth Revol. Anche in quell’occasione i due alpinisti furono però costretti a ritirarsi per le avverse condizioni meteo quando erano arrivati a 6450 metri. “Con il Nanga Parbat è una sfida ancora aperta – ha detto Nardi – Come dice un vecchio adagio: non c’è due senza”. Per il 2014 Nardi ha comunque altri progetti in serbo. “Tra luglio e settembre deciderò se andare in India o in Pakistan per un 7.000 metri. La montagna è la mia vita e al Nanga Parabat prometto che prima o poi ci rivedremo. Mi auguro soltanto che quando ciò accadrà, le condizioni meteo siano però dalla mia parte”.

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