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Il processo, stalker di Terracina ossessiona la conduttrice Monica Leoffredi

“Da quattro anni la mia vita e’ come paralizzata. Non auguro a nessuno quello che sto provando. Ho a che fare con una persona la cui esistenza, 24 ore al giorno, e’ incentrata a seguire tutti gli aspetti della mia, sotto forma di protezione e amore che possono trasformarsi in odio. Io sono anni che non vivo piu’, sono anni che non sono piu’ nessuno”. E’ scoppiata piu’ volte a piangere Monica Leofreddi, popolare conduttrice televisiva sentita in tribunale nel processo che la vede vittima di stalking.

L’imputato e’ Goffredo Imperiali di Francavilla, residente a Terracina, nobile decaduto dell’aristocrazia napoletana che, stando all’accusa, la bracca senza sosta almeno dal 2010. “Ho dovuto cambiare abitazione per poter proteggere i miei due figli – scrive l’Agi – C’e’ una persona che da anni mi segue, che sa tutto di me, che mi aspettava sotto casa ed era riuscita ad entrare in quella dei miei spacciandosi per il mio commercialista. Quel signore – ha detto la Leofreddi indicando l’imputato – e’ una persona lucidissima e preparata: ha saputo ottenere i miei dati bancari, ha chiesto informazioni ai negozianti del quartiere e si e’ fatto prendere sul serio persino dal tribunale dei minori”. Imperiali, infatti, era addirittura riuscito a chiedere il riconoscimento di paternita’ del primo figlio della conduttrice: “Ricordo quando sono stata convocata dal giudice minorile che mi chiese perche’ non facevo vedere mio figlio al presunto padre: in quel momento ho avuto davvero paura perche’ mi sembrava che la giustizia tutelasse piu’ le follie di uno stalker e ignorasse, invece, le mie ripetute denunce. Mio padre e’ morto senza che potesse vedere i mie bambini perche’ non potevo portarglieli: l’imputato stava sempre nei paraggi e ringrazio i carabinieri che mi sono stati molto vicini”.
A supportare le dichiarazioni di Monica Leofreddi, rappresentata dall’avvocato Sonia Battagliese, anche la madre (“quell’uomo ci ha reso la vita impossibile”) e il marito (“la nostra vita e’ cambiata, ora cerco di fare in modo che mia moglie non sia mai sola in casa o in strada quando ha con se’ i bambini”). In aula, Imperiali ha piu’ volte chiesto di poter replicare con dichiarazioni spontanee. Il giudice glielo ha concesso, a patto che non divagasse, salvo poi togliergli la parola nel giro di pochi minuti. Prossima udienza a febbraio.

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