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Indagine sui bambini di Aprilia e del Lazio, poco sport e troppa Tv

Stili di vita dei bambini, Lazio: 1 minore su 5 nel centro Italia non fa moto e sport nel tempo libero, anche per difficoltà economiche; 3 ragazzi su 10 ad Aprilia  e in provincia di Roma si muovono in auto, il 35% a piedi, ancora meno (4%) in bici;  il 26% non mangia mai o giusto 1/2 volte a settimana frutta e verdura e il 5% non fa colazione mentre l’abitudine di sedersi a tavola a cena è ancora di 8 famiglie su 10 ad Aprilia.

3 anni fa l’avvio in zone periferiche di 10 città italiane del progetto “Pronti, Partenza, Via!”, per la pratica motoria e l’educazione alimentare di bambini e adolescenti, promosso da Save the Children e Mondelez International Foundation e in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP).
Il progetto proseguirà per tutto il 2014: finora 70.000 minori e adulti beneficiari, 10 aree sportive e verdi recuperate. A raccontarlo una mostra fotografica a Roma alle Scuderie di Palazzo Ruspoli dal 15 al 16 gennaio.

Se delle sane abitudini di vita continuano a riguardare una quota ampia di bambini e adolescenti in Italia, tuttavia – complice anche la crisi – i dati  segnalano come una fetta crescente di minori si ritrova esclusa dalla possibilità di fare per esempio sport e movimento con regolarità, di avere un’alimentazione completa e di godere dei positivi effetti fisici ed emotivi di corretti stili di vita.

A documentarlo è la ricerca su “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelez in Italia e presentata oggi, in occasione dei 3 anni di attività di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelez International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari, Palermo, Bari, Ancona, Aprilia) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.

L’intervento è realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) e – l’annuncio ufficiale è stato dato stamani da Save the Children insieme a Mondelez in Italia – il progetto “Pronti, Partenza, Via!” proseguirà per tutto il 2014.

Il 20% dei bambini e adolescenti del Centro  – 1 minore su 5 – non fa alcuna attività motoria nel tempo libero a fronte dell’ 80% di minori che invece fa sport e movimento, si legge nella ricerca. Tra le cause dell’inattività  – secondo i genitori intervistati – la mancanza di voglia e di interesse da  parte dei bambini e ragazzi, quindi il costo eccessivo delle strutture,  l’incompatibilità degli orari.
A conferma dell’impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita di minori e famiglie anche il dato su cosa fanno gli stessi genitori nel tempo libero: fra le attività che registrano un ridimensionamento (non lo praticano mai o raramente) vi è infatti lo sport a cui rinuncia il 44% dei genitori italiani (a fronte del 37% nel 2012). Inoltre il tenore di vita familiare è complessivamente sceso: il 47% di madri e padri considera la propria condizione non del tutto o per nulla soddisfacente a fronte del 36% nel 2012.

Analizzando l’opinione dei ragazzi, colpisce la quota rilevante di coloro che assegnano scarso valore all’attività fisica: alla domanda “tra i tuoi amici e compagni come viene considerato uno che pratica sport, fa attività fisica”, il 45% degli under 18 di Aprilia e della provincia di Roma risponde “in nessun modo particolare, non se ne parla quasi” a fronte invece del 39% che dichiara un’opinione positiva del fare sport e moto.

Significativo si conferma, secondo la ricerca, il ruolo della scuola nella promozione delle attività sportive anche se si registra una maggiore indisponibilità di spazi a ciò destinati: l’86% dei ragazzi del Centro Italia pratica attività nel contesto del programma scolastico. In particolare nella città di Aprilia e in provincia di Roma il 20% fa attività motoria a scuola 1 volta a settimana, il 66% 2 volte a settimana, l’11% 3/4 volte, riferiscono i genitori intervistati. Un 14% dei bambini e adolescenti del Centro Italia, tuttavia, non fa pratica motoria a scuola e ciò si deve soprattutto al fatto che “non è previsto dal programma” e alla assenza di uno spazio attrezzato.

Per quanto riguarda altre occasioni di sport o movimento, la ricerca rileva come la crisi non abbia scalfito il grande utilizzo dell’automobile, anche per percorsi brevi come l’andare a scuola: in media il 29% (3 minori su 10) ad Aprilia e in provincia di Roma si muovono in auto mentre il 31% con mezzi pubblici, il 35% a piedi e il 4% in bici.

Permane l’abitudine a camminare poco, massimo mezz’ora per il 63% (il dato nazionale è 66%) dei ragazzini e delle ragazzine apriliani e della provincia di Roma e più di un’ora solo per un segmento limitatissimo di giovani (3%), senza mutamenti d’abitudini rispetto agli anni passati. L’ascensore per raggiungere i piani alti si conferma la scelta di quasi un terzo dei ragazzi (33%) che vivono nella cittadina laziale e nella provincia di Roma.

A incentivare alcune abitudini sedentarie dei bambini e adolescenti c’è poi la fruizione dei media: il tempo trascorso davanti alla TV durante la settimana si conferma significativo : sulla totalità dei minori il 36% la vede per un tempo compreso fra 1 e 3 ore al giorno.

E rilevante è il tempo dedicato dai ragazzi di Aprilia e della provincia di Roma ai video-game: dell’ 80% che vi gioca il 18% no, il 31% lo fa mediamente per un tempo compreso fra più di 1 e oltre 3 ore al giorno. Internet lo utilizza l’84% del campione e il 34% vi passa un tempo compreso fra più di 1 ora e oltre 3 ore al dì.

Tempo libero al chiuso. In generale i minori italiani stanno molto a casa: il 73%  passa il proprio tempo libero al chiuso (o a casa propria o di amici), a fronte di un 41% che lo trascorre fuori casa all’aperto con gli amici.

Nel Lazio in particolare ad Aprilia e nella provincia di Roma, a passare il tempo libero in casa propria o di amici – comunque al chiuso – è il 72% di bambini e adolescenti e il 34% dei genitori motiva ciò con l’assenza “di spazi all’aperto dove incontrasri con gli amici”.

“La pratica sportiva e motoria dovrebbe essere una parte fondamentale nel processo di crescita di ogni bambino e adolescente. Al contrario, i dati rilevano un numero crescente di minori esclusi da attività così importanti non solo per lo  sviluppo fisico, ma anche cognitivo, relazionale, in una parola per il benessere generale di un bambino o un ragazzo”, commenta Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia. “Le difficoltà economiche che attanagliano sempre più famiglie sicuramente sono una delle cause del minor numero di bambini che ha la possibilità di fare sport e attività fisica, in aggiunta alle poche ore di pratica motoria in orario scolastico e alla scarsa educazione al movimento. Bambini più sedentari, disabituati all’incontro e confronto con i pari, che passano molto tempo a casa, rischiano più di altri non solo di sviluppare patologie ma anche di essere più tristi, depressi, soli”.

Le abitudini alimentari. Il 90% dei genitori di Aprilia e della provincia di Roma dichiara di conoscere le regole alimentari di base. Tuttavia, per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura, ad un 74% di under 18 che l’assume quotidianamente, si affianca un 26% che non ne mangia mai o giusto 1-2 volte a settimana. Per quanto riguarda il numero e regolarità dei pasti, dalla ricerca emerge un dato critico circa la prima colazione: il 5% non la fa mai mentre il 15% a volte sì, a volte no; inoltre, fra chi la fa, il 5% la fa al bar.
Per ciò che concerne il pranzo, il 40% dei ragazzi ha l’opportunità di consumarlo con almeno un genitore, il 22% con i compagni in mensa, il 6% a casa solo. La presenza della famiglia intorno al tavolo per cena risulta invece una costante nel tempo per quasi il 79% delle famiglie con bambini e ragazzi ad Aprilia e nella provincia di Roma, anche se  un convitato che risulta presente con costanza è la TV, accesa sempre nel 27% delle famiglie. La presenza della TV non è certo legata all’assenza di vigilanza genitoriale, ma è anzi una presenza bene accetta dal 35% dei genitori della cittadina laziale.
Il fuori pasto è un’abitudine che riguarda il 67% circa dei giovani intervistati, con maggiore occasionalità al crescere dell’età. Pomeriggio o metà mattina risultano essere i momenti scelti per il break per circa il 59% dei ragazzi intervistati, mentre il 41% dei ragazzi e ragazze fa entrambi gli spuntini al giorno.

Il sovrappeso: percezioni e opinioni. In generale l’obesità minorile in Italia appare per i genitori un problema visibile e consueto: i genitori italiani continuano a ritenere – in linea con il passato – che più di un terzo di bambini sia sovrappeso od obesi ed un altro terzo che questa percentuale stia comunque tra il 20% e il 30%. I bambini più piccoli sono, secondo la percezione dei nostri intervistati, colpiti in misura quasi doppia rispetto agli adolescenti.

Tuttavia, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio, ad Aprilia e nella provincia di Roma solo il 12% dei genitori ammette un sovrappeso, mentre per il 75% delle famiglie i propri figli sono assolutamente nella norma (c’è poi una quota molto contenuta di bambini dichiarati sotto peso).

“Anche per quanto riguarda  l’alimentazione, accanto a delle buone abitudini, sembrano consolidarsi delle tendenze poco sane, come non mangiare la frutta e verdura, saltare la colazione, concentrare i pasti piuttosto che fare i 5 consigliati al giorno, o mangiare con la tv accesa”, spiega ancora Valerio Neri. “Se a delle cattive abitudini alimentari si associa, come spesso, accade, l’assenza di un’adeguata pratica sportiva e motoria, le conseguenze sul benessere di un bambino o un adolescente, sia sul piano fisico che emotivo, possono diventare rilevanti”.

Per tali ragioni Save the Children ha deciso di intervenire e nel 2011 insieme a Mondelez International Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) ha avviato il progetto  Pronti, Partenza, Via!”. L’intervento ha inteso sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore per promuovere stili di vita più salutari in aree particolarmente disagiate di 10 città italiane distribuite su tutto il territorio nazionale: Torino, Genova, Milano, Aprilia, Ancona, Sassari, Napoli, Bari, Palermo e Catania.

“A distanza di 3 anni sono 70.000 i bambini e gli adulti raggiunti, 10 le aree sportive e verdi anche pubbliche riqualificate e utilizzate per attività motorie, ricreative ed educative, 1.400 i professionisti coinvolti, fra operatori, insegnanti, pediatri, nutrizionisti e cruciale è stato il contributo dei due partner che sin dall’inizio hanno partecipato alla definizione del progetto e ne hanno curato l’implementazione: il Centro Sportivo Italiano e l’Unione Italiana Sport Per tutti ”, spiega Raffaela  Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. “’L’intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, con l’obiettivo di farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Inoltre sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita salutari, all’interno delle scuole primarie e sono stati aperti 10 punti informativi dove le famiglie possono incontrare professionisti, quali nutrizionisti e pediatri”, spiega ancora Raffaela Milano.

“Il progetto ha ricevuto anche una valutazione da un ente esterno e indipendente, coadiuvato dall’Università La Sapienza di Roma. Attraverso la somministrazione di questionari ai genitori dei bambini e agli operatori, sono state valutate le ricadute  delle varie azioni portate avanti ed è emerso, tra l’altro, come nei bambini coinvolti sia aumentata la propensione a fare quotidianamente attività che implichino movimento e ci sia stato un aumento nella consapevolezza delle scelte alimentari, nel corso dell’anno scolastico”.

“Mondelez International ha tra le proprie priorità la sicurezza alimentare, la salute e il benessere dei consumatori, il rispetto dell’ambiente e la sua sostenibilità. In quest’ottica è fondamentale la promozione di stili di vita salutari, dell’attività fisica, dell’equilibrio e del benessere psicologico e dell’attenzione all’alimentazione. È proprio su quest’ultimo aspetto che possiamo fare la differenza: in qualità di Gruppo leader globale nel mercato dello snacking abbiamo il compito di contribuire a migliorare la vita delle persone attraverso i nostri prodotti, attraverso il modo in cui li produciamo e indirizzandole a seguire stili di vita più sani grazie a progetti della portata di Pronti, Partenza, Via! Questa responsabilità si traduce in impegno costante nelle comunità in cui operiamo e, in questa logica, si inquadra questa nostra iniziativa al fianco di Save the Children. Sono stati raggiunti risultati importanti in questo triennio; i bambini sono senza dubbio il bene più prezioso, rappresentano il nostro futuro! Per questo siamo davvero lieti di annunciare che la nostra Fondazione continuerà anche per tutto il 2014 a sostenere e proseguire in questo eccezionale Progetto”  ha dichiarato Stefano Robba Direttore Corporate Affairs Mondelez Southern Europe.

“Il progetto Pronti, Partenza, Via! ha un approccio olistico  e coinvolge non solo i singoli bambini ma i genitori e l’intero quartiere e comunità – ha proseguito Robba.  Come la stessa ricerca Ipsos conferma, lo ‘stare bene’ ha una forte connotazione sociale, per noi molto importante”.

Oggi e domani (ingresso gratuito, dalle 10.00 alle 18.00) sarà anche possibile visitare la Mostra fotografica ““Pronti, Partenza, via!”. Le foto sono state scattate da Francesco Alesi in varie città italiane e rappresentano “I luoghi restituiti ai bambini” – con foto delle strutture sportive, educative o degli spazi cittadini recuperati o riqualificati -,  ritratti dei bambini  –  nella sezione “I protagonisti del progetto”; l’ultima parte della mostra accoglie le foto scattate dai dipendenti di Mondelez in Italia.

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