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Rifiuti, le accuse del titolare di Rida Ambiente

«L’inchiesta della procura di Roma sul sistema Cerroni è una svolta epocale, importante per tutte le amministrazioni pubbliche e per gli imprenditori che vogliono lavorare onestamente».

Lo ha detto all’ANSA Fabio Altissimi, grande accusatore dello stesso sistema Cerroni nell’indagine sulla presunta associazione a delinquere creata dal patron della discarica di Malagrotta per garantirsi il monopolio dei rifiuti a Roma. «È una dittatura e la legge non conta niente», disse in una telefonata intercettata dai carabinieri.

Altissimi, titolare della Rida Ambiente, ha ingaggiato negli ultimi otto anni una battaglia con i dirigenti della Regione Lazio che non avrebbero rilasciato le autorizzazioni ai suoi impianti, alle quali aveva diritto, per garantire il sistema Cerroni.

«L’ostracismo vero è iniziato nel 2008 – ha raccontato Altissimi -, prima ci occupavamo di rifiuti speciali e non c’erano stati grandi problemi. Quando abbiamo ottenuto l’ autorizzazione per trattare i rifiuti urbani e produrre Cdr (combustibile dai rifiuti) la strada si è fatta sempre più impervia. Ho sei avvocati che ci difendono da anni».

La Rida Ambiente, che esiste dal 1990, ha attualmente 50 dipendenti – «ho dovuto ridurre il personale anche a causa dei lavori mai partiti», ha detto Altissimi – e diversi impianti ad Aprilia (Latina), «uno dei quali fermo da un anno in attesa della Regione».

Altissimi compare in numerose intercettazioni telefoniche inserite nell’ordinanza d’arresto di Manlio Cerroni e degli altri sei. È stato più volte sentito dai pm di Roma, ai quali ha consegnato, tra l’altro, registrazioni e foto dei suoi incontri con l’87enne patron di Malagrotta. 

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