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Calcio, il Latina combatte ma l’attacco è sterile

Partita nuova ma vecchia storia. Il Latina non riesce a segnare e sbatte contro il muro bianco del Cesena portando a casa un solo punto. Diciamolo, per le occasioni e la grande voglia che i nerazzurri hanno messo in campo non sarebbe eccessivo pensare al bottino pieno che poteva essere. Una voglia che è venuta alla luce (seppur sotto il cielo grigio pontino) poco prima che iniziasse la gara con i calciatori in divisa da gioco schierati in corsa a prendere carica dalla curva. Roba da brividi e mai vista. Poi, però, nonostante il pressing forsennato già dal primo secondo di gioco Jonathas e compagni di reparto non sono riusciti a concretizzare le opportunità avute. Colpa di un modulo di gioco, il 3-5-2, che contiene alla perfezione le avanzate avversarie ma lascia solo l’attaccante. E lo si è visto in più occasioni dove Jonathas tentava colpi all’armata bianca ma veniva stoppato da due o tre difensori romagnoli. Comunque, dopo tre sconfitte consecutive il Latina di Roberto Breda risolleva la testa contro un avversario, il Cesena, di grande rispetto. Dicevamo che l’attacco è sterile. E non è un caso che l’occasione migliore arrivi dalla testa (manco dai piedi) di un difensore, tale Figliomeni che nel primo tempo spedisce alto il pallone nonostante l’ottima posizione in area di rigore romagnola. Poi qualche timido tentativo di battere il portiere Coser. Ma nulla di realmente concreto.

Di concreto, a dire il vero, c’è la presenza assenza di Ghezzal. Certo, l’attaccante algerino era in campo con tutta la cresta capelluta che lo distingue. Ma di passi efficaci verso la rete non se ne sono visti. Lascia il campo nella ripresa e si becca i fischi del pubblico stanco delle sue passeggiate lungo le linee del terreno di gioco. Più tardi in conferenza stampa sarà il compagno di squadra Brosco a tenere in vita l’algerino chiedendo pazienza a tutti perché “il vero Ghezzal deve ancora venire”. Un collega vero di Ghezzal è l’avversario Rodriguez. Dire che Bisoli abbia sudato quattro maglioni è poco. Perché il numero nove cesenate sembra essere il fratello del giorno mercoledì: in mezzo alla discussione ma operativo quando gli pare. L’allenatore romagnolo lo aveva minacciato di tenerlo in campo per cinque minuti. Alla fine i minuti di gioco sono stati molti di più. Ma niente è cambiato. Di buono c’è che i nerazzurri non hanno subito gol. E non è poco. Il grazie va consegnato alla conferma del trio difensivo Cottafava-Figliomeni-Brosco, sicuro come pochi tra quelli della serie cadetta.

Il problema, come detto, è che al Latina manca un attaccante capace di segnare con continuità pur facendo reparto da solo. Lo dicono tutti: dai giornali al bar, dagli steward ai netturbini. Il problema dell’attacco nerazzurro sterile non è certo la scoperta del Santo Stefano duemilatredici. Ma la produzione che già si è vista dal debutto in serie B a oggi, ventesima giornata. Roberto Breda dovrà fare i conti con questa scarsa propensione al gol. Ma prima di lui i conti dovranno farli Maietta e soci vagliando le offerte del mercato che aprirà il prossimo 2 gennaio.

A proposito di mercato, durante la gara col Cesena si è visto in tribuna l’amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi. La società pontina e quella emiliana sono in ottimi rapporti visti gli affari conclusi in estate come quello di Ghezzal in prestito al Latina via Parma. È probabile che i dirigenti delle due squadre si siedano a gennaio davanti a un tavolo per discutere dell’approdo di qualche giocatore gialloblu alla corte di Breda. Anche se non è da escludere l’arrivo in terra pontina di un ex del Parma, tale Marco Di Vaio che sembra avvicinarsi al ritorno in Italia.

Domenica si tornerà in campo con i nerazzurri impegnati nell’insidiosa trasferta di La Spezia. In Liguria tornerà a disposizione Alhassan che riprenderà il suo posto sulla fascia sinistra che oggi ha visto il debutto dal primo minuto di Di Chiara. Sarà una gara dura, l’ultima dell’annata. Poi la serie B si riposerà per quasi un mese. Tempo adatto per il lungo bilancio della prima parte di stagione.

LA CONFERENZA STAMPA DI BREDA


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Comments

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  • marco

    Ogni volta che provo ad appassionarmi al latina, leggo il nome Maietta, e mi ricordo ciò che c’è dietro a questa squadra. Gentaccia e criminali.

  • MISTERO

    Hai detto bene “marco” anche io come te ho vissuto le emozioni della vittoria in serie B ma da quando ho scoperto chi cè dietro veramente mi è calato tutto..poi con questo sindaco che se ne frega di tutto e di tutti ma va d’accordo solo con i suoi amici Maietta e compani,bella roba vanno proprio a braccetto basta che stanno bene loro che gli frega del resto

  • Un vecchio

    Vent’anni fa, dopo tre sconfitte, si andava negli spogliatoi e si davano due schiaffoni a tutti i giocatori…

MandarinoAdv Post.