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Armi chimiche siriane, Gaeta potrebbe ricevere l’arsenale

Il porto della base Nato di Gaeta potrebbe essere coinvolto nel passaggio dell’arsenale siriano da una nave da guerra danese e da una unità militare norvegese alla statunitense “Cape Ray”. A Gaeta l’Opcw, l’organizzazione dell’Onu per la lotta alle armi chimiche, avrebbe intenzione di effettuare il trasbordo dell’arsenale, anche se non c’è ancora nulla di certo.

In verità al momento sembra Brindisi il porto italiano più considerato per il passaggio delle armi chimiche siriane da distruggere. In subordine, restano aperte altre ipotesi in Puglia e Croazia, più che Sicilia e Sardegna. Brindisi offre il vantaggio di essere vicina, e di ospitare un’importante base dell’Onu. L’ipotesi di Brindisi viene citata da diverse fonti.

Resta tuttavia in piedi anche l’ipotesi di Gaeta dove i 150 fusti nei quali sono stoccate le sostanze che vengono dalla Siria sarebbero trasferiti sulla “Cape Ray” statunitense che è ora in allestimento a Norfolk, in Virginia. L’unità americana è dotata di apparati mobili in grado di filtrare le sostanze all’interno di abitacoli protetti. All’operazione provvederanno una sessantina di tecnici. “Dalla stessa Opcw – scrive l’Huffingtonpost – filtra l’informazione che tutto il materiale in transito è assolutamente inerte e quindi sicuro. L’89 per cento è allo stato di precursore, ossia di sostanza che deve essere mescolata con altre per realizzare l’arma chimica fatale. L’11 per cento invece sarebbe costituito da vere e proprie bombe rese però inoffensive”.

La base in territorio italiano offerta dal ministro degli esteri Emma Bonino è quindi solo una zona sorvegliata da reparti militari che avranno il compito di evitare sorprese e incidenti di qualsiasi natura. La “Cape Ray” con ogni probabilità completerà la distruzione dei precursori e delle bombe nell’oceano Atlantico settentrionale, particolarmente indicato per le basse temperature invernali.

 

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