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“Atlantis”, un successo la proiezione a Latina

E’ stata un successo la prima proiezione a Latina di Atlantis, un documentario che ha emozionato e commosso, confermando ancora una volta la potenza di un racconto che ha ottenuto consensi e successo anche negli Stati Uniti.

Un documentario racconta due storie di lavoro, di speranza e di diritti civili. E una mostra, quella allestita ieri nel foyer del Teatro Cafaro di Latina, che attraverso gli occhi di quattro fotografi professionisti racconta “550 giorni di crisi e di speranza” della provincia di Latina, tra fabbriche chiuse, scioperi e proteste e la resistenza dei lavoratori.

Un evento che ha acceso i riflettori sul mondo del lavoro aprendo spazi di riflessione inediti a partire dai volti, dalle storie e dalle parole degli operai del territorio.

La mostra 550 giorni di crisi e di speranza, stata organizzata dal gruppo Per il Lazio del consiglio regionale e patrocinata dal Consiglio regionale, è stata aperta da un intervento dell’assessore regionale al Lavoro Lucia Valente e dai consiglieri del Lazio Riccardo Valentini, capogruppo Per il Lazio, e Rosa Giancola.

Venti foto hanno guidato gli spettatori lungo un percorso di conoscenza e riflessione mostrando da una parte la cronaca della crisi pontina, attraverso gli occhi dei fotografi Enrico De Divitiis e Nando Ginnetti e i titoli delle cronache locali curati dalle giornaliste Graziella Di Mambro e Marica Pucinischi. Dall’altra la speranza rappresentata dall’epilogo felice della Tacconi Sud, attraverso i lavori di Jamila Campagna e Sara Palliccia realizzati durante la lunga occupazione della fabbrica.

Proprio dall’esperienza della più lunga occupazione della storia italiana parte Atlantis, lavoro diretto dal regista Massimo Ferrari, proiettato ieri in anteprima al Cafaro. Il documentario – vincitore al Workers Unite Film Festival di New York, premio speciale della giuria alla Festa del documentario di Cortona, ora selezionato al Festival del cinema dei diritti umani di Napoli – racconta la crisi del lavoro ma anche il coraggio, la resistenza e la speranza di chi immagina un futuro diverso e riesce davvero a costruirlo.

Una delle protagoniste è Rosa Giancola, operaia della Tacconi Sud, che guida le sue 28 colleghe in questa battaglia in difesa dei diritti riuscendo a portare questa piccola storia di provincia ben oltre i confini nazionali ed europei. L’altra è Margherita Dogliani, titolare della Dogliani di Carrara, “la fabbrica che sforna dolci e produce pensiero”. Due donne e due vite diverse, destinate ad incontrarsi per una straordinaria caratteristica comune: la capacità e il coraggio di ribellarsi allo status quo, provando a riscrivere il futuro.

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