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Cusani condannato, il Prefetto lo sospende per 18 mesi

Armando Cusani è stato sospeso per 18 mesi. Il Prefetto di Latina Antonio D’Acunto ha disposto il provvedimento applicando la legge Severino in seguito alla condanna a un anno e otto mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Latina per abuso d’ufficio.

L’atto del Prefetto è stato trasmesso al Presidente del consiglio provinciale, Michele Forte il quale dovrà provvedere a formalizzare la sospensiva.

La legge prevede un reintegro delle funzioni se in questo periodo di tempo dal tribunale di secondo grado arriverà una pronuncia che ribalterà la condanna. La sospensione, uno dei primi casi di applicazione della legge Severino, riguarda sia l’incarico di presidente della Provincia sia quello di consigliere comunale di Sperlonga. In Provincia le funzioni saranno svolte dal vicepresidente, in consiglio comunale dal primo dei non eletti.

Il prefetto D'Acunto

Cusani è stato condannato nei giorni scorsi a un anno e 8 mesi con sospensione della pena per abuso d’ufficio. Il caso riguarda la rimozione del comandante dei vigili urbani di Sperlonga nel 2003, quando Cusani era sindaco del comune del sud pontino.

LA LEGGE. La cosiddetta Legge Severino è il Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, vale a dire il testo unico in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’art. 1, c. 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190. Il comma 63 dell’art. 1 della legge 190/2012 è dunque la delega fatta dal Parlamento al governo per redigere delle misure per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione all’origine del testo unico formulato principalmente dall’allora Ministero della Giustizia del governo Monti, Paola Severino. Il D.Lgs. 235/2012 è entrato in vigore il 5 gennaio 2013.

SIMEONE (PDL): E’ CACCIA ALLE STREGHE. «Quanto accaduto al presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, è l’epilogo di quella che si era dimostrata sin dall’inizio come una caccia alle streghe. Passaggi che sono stati condotti solo per colpire e abbattere l’uomo prima che il politico. Che il presidente Cusani non abbia ricevuto alcuna notifica in merito e sia venuto a conoscenza della sospensione operata dal prefetto di Latina Antonio D’Acunto solo tramite la stampa lede ogni forma di dignità e rispetto umano. È allarmante per la democrazia, è disarmante per la vita di tutti noi, quanto si sta verificando». Lo dichiara il consigliere Pdl alla Regione Lazio Giuseppe Simeone. «Questo provvedimento e soprattutto le modalità con cui è stato emesso è una pagina più brutta e nera della storia istituzionale della nostra provincia, della nostra regione del nostro Paese – continua – Non posso che esprimere solidarietà e vicinanza ad Armando Cusani che per me è, ed è sempre stato, un amico oltre che un uomo politico di grande intelligenza che stimo e stimerò sempre per tutto il lavoro che sta svolgendo per il nostro territorio, a sostegno dello sviluppo e di una vita migliore per i nostri cittadini. Resto al suo fianco come sempre pronto a qualsiasi battaglia che possa chiudere, una volta per tutte, questa vicenda legata a questioni politiche e non certo a mettere in discussione l’integrità morale e la dignità della sua persona su cui, come ho sempre fatto, sono pronto a scommettere tutto».

Comments

comments

  • Di silvio

    Via i mafiosi dalla politica…-1

  • Andrea

    Comunque non capisco… La legge Severino parla di sentenze definitive. Qui invece mi sembra di capire che Cusani sia stato condannato in primo grado.

  • luciana ciardi

    Solo 18 mesi? Ma ma fatelo via!!!

  • cittadina

    Ogni tanto qualcuno applica le leggi e i potenti ridono di meno!
    Peccato però che un noto politico si sia fatto scudo della moglie per fare i suoi porci comodi costruendosi una reggia abusiva e nessuno ha avuto il coraggio di inquisirlo. Hanno messo sotto processo la moglie!! Lui gira sempre con una faccia sfrontata dettando legge tra i tanti nostri politicanti di bassa lega e privi di intelligenza che non hanno le palle per reagire!

  • LT

    non vi preoccupate, esce dalla porta ma rientrera’ dalla finestra!!!

  • Cinico

    ahahah 18 mesi!!! ridicolo anche il provvedimento del prefetto!!! Sta gentaglia va sbattuta in galera dopo aver pagato con i propri soldi i danni causati per la pessima gestione pubblica!!! il resto son chiacchere da bar dello sport, ditelo anche al prefetto.

  • homer

    come lui in tanti ogni giorno abusano della loro posizione d’ufficio, prendono decisioni del rapporto pubblico/privato unliateralmente, con effetti devastanti per la collettività; non percepiscono il senso del lavoro, del sacrificio, ma solo quello del loro budget, lavorativo e familiare, si familiare, perchè è loro interesse arricchirsi, far crescere il loro patrimonio personale a discapito dei privati.Avere una posizione politica oggi ti permette di creare in 5 anni quello che un imprenditore onesto crea in 20…non riusciremo mai a risolvere questo problema, chi ha una poltrona pubblica, dalla prima carica sino all’uscere, acquisiche una sovranità nei confronti del privato, questo lo si percepisce dalla loro illecenziabilità, troppa forza in mano ad un uomo renderlo immune alla perdita del lavoro, è come se perdessere la nobiltà che proprio crea il lavoro fatto di sacrifici.

  • Attila

    Si credeva onnipotente come il nano di Arcore. Ha amministrato la cosa pubblica come se fosse stata una cosa privata. Assumendo amici e amici degli amici. Tanto non paga lui. Paga il cittadino. Lui si prende i voti degli amici. I tre amici stanno scomparendo. Forte, Cusani , è rimasto il rais di Fondi. Presto andrà a casa anche lui. E finalmente i cittadini di questa provincia potranno tirare un sospiro di sollievo.

  • Zingaropoli

    DIMENTICHI IL GRANDE PELATO INVISIBILE

  • Zingaropoli

    Erano legati a filo doppio con Cusani, gli faceva pure pubblicità e magari sotto sotto volevano far fuori quello di fondi…

  • Dudû

    certo che la politica a Latina ne ha fatti di disastri, come da nessun’altra parte. È una citta in cui l’unica via d’uscita è il reset di tutta la classe politica. Ci vorrebbe una regola: buttare fuori tutti, largo ai giovani e soprattutto qualsiasi posto di potere non piu’ di tre anni, altrimenti l’occasione farebbe l’uomo ladro….. e poi per finire stipendi non superiori ai 2000 euro a cominciare dai ruoli dirigenziali. Se non si faranno queste cose ci saranno in giro ancora per tanti anni numerosi cusani e quindi latina e la sua cittadinanza faranno la fine che si merita.

  • marco

    E adesso prenderà il suo posto De Monaco. Rendetevi conto lo spessore culturale e politico di chi ci amministra. Niente da fare…siamo destinati a sprofondare.

  • Maria M.

    L’ex carabiniere è stato mandato a casa , umiliato, per due abusi. Chi di dovere dovrebbe controllare anche chi ci sta dietro la costruzione del porticciolo turistico di Sperlonga.

  • cittadina

    Avete notato che l anotizia è stata riportata sulla stampa solo da Latina Oggi? Niente comunicato stampa, tutto sotto silenzio… sig. Prefetto… che strano!

  • lupino buzzo

    cala la tela sui politicanti creati da Forza Italia, reset classe politica pienamente condivisibile: Ci sarebbe un sistema rapido per far fuori costoro, quando ci sono le elezioni: il pericolo è nelle ottuse truppe cammellate di DeMonaco (nome da brividi, ma come si fa ad andare dietro a costui !!) Tiero (idem !!), DiGiorgi (!!??) e company…….. vediamo se anche stavolta succederà questo

  • sconsolato

    Non è che qualcuno/a in alto, pensa ad un atto di clemenza umanitaria e lo rimette in sella?

  • Pippo il cattivo

    Ridicole le adulazioni leccac..listiche di simeone, ma d’altro canto che si ci può aspettare da un si degno compare del condannato.

MandarinoAdv Post.