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Calcio, Latina sprecone: 1-1 a Carpi

Diciamolo subito: Latina sprecone, sì, ma pure fortunato. Perché il Carpi poteva vincere se avesse tradotto in rete almeno una di quelle tre o quattro occasioni del secondo tempo. Invece il Latina è sprecone: tre contropiedi e manco uno portato a termine. Niente, i nerazzurri tornano dalla trasferta emiliana con la piadina riscaldata: finisce uno a uno. Il gol di Morrone al 27′ del primo tempo aveva fatto sognare. Un gol di pregevole fattura, tra l’altro, perché i meriti ci hanno insegnato a affidarli al marcatore; ma pure il penultimo uomo, quello che fa l’assist, ha bisogno di un riferimento di cronaca. E allora ecco il penultimo che non ti aspetti: Giuseppe Figliomeni, nato ventisei anni fa a Reggio Calabria, poggia il pallone rimbalzante su un letto di piume. Per il compagno centrocampista c’è solo il dovere di caricare il piede destro e centrare l’angolo dove Kovacsik non arriva. È uno a zero per i nerazzurri e collaborazione rinnovata tra i due calciatori pontini che già avevano mandato in vantaggio la squadra nella sfida al Francioni contro il Brescia di qualche settimana fa. Uno a zero, dunque. E il destino ride. Ride quando il penultimo uomo di Reggio Calabria si fa male e lascia il posto a Brosco. È colpa del destino ridente perché venerdì 1 novembre il Latina affronta proprio la Reggina, squadra della sua città. Bisognerà valutare l’entità dell’infortunio muscolare. Ma il penultimo uomo vuole esserci.

La ripresa vede dodici giocatori in campo: undici del Carpi e uno del Latina: Crimi. Il fantasista tuttofare dei nerazzurri atterra Di Gaudio al limite dell’area di rigore pontina. Per Ostinelli di Como c’è la massima punizione. Pure per noi, bisogna dirlo. Dal dischetto si presenta l’albanese Memushaj: gol. Uno a uno. Il pareggio dà al Carpi un’iniezione di globuli bianchi e rossi, come i colori della società. Il Latina si difende come può e riparte in contropiede. Almeno ci prova. Ghezzal sveste i panni della cassettiera e comincia a correre. Da lui partono gran parte delle azioni dei nerazzurri. Le azioni partono, lo abbiamo detto. Ma si spegnono come una candela al vento. Un po’ per volontà degli emiliani che menano come fabbri; un po’ per l’eccessivo attaccamento al pallone dei pontini. I padroni di casa provano a stendere gli avversari, Iacobucci è la sua bambola su un paio di interventi saponetta. Ma è uno a uno, niente di più. Il Latina spreca l’occasione di portarsi a quindici punti in classifica. Resta a 12, poco male visto il raccolto di quattro punti in due trasferte e gli otto risultati utili consecutivi. E venerdì si torna a casa, al Francioni, dove si attende la squadra allenata da Fabrizio Castori, uno dei contattati da Facci e soci per il dopo Auteri. Insomma, con le dovute proporzioni del caso, il giorno dopo a Latina si spera di ricordare un solo colore tra i caduti: granata.

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