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Crac Midal, chiesto il processo per 12 persone

Chiesti 12 rinvii a giudizio per il crac Midal.  Tra le posizioni principali quella di Rosanna Izzi, presidente del consiglio d’amministrazione, Paolo Barberini, amministratore delegato, Sergio Gasbarra, presidente del collegio sindacale, Ivo Lucarelli, consigliere delegato e Sandro Silenzi, revisore dei conti. Chiesto il processo anche per altri sette: Stefano Pisanu, 52 anni, e Pietro Gasbarra, 42, membri del collegio sindacale, Giuseppe Piscina, Piero Bova, 49 anni, Antonio Bova, 42, Giovanni Moneti, 51, imprenditori, Giacomo Pontillo, marito di Rosanna Izzi.

La richiesta è stata avanzata dal sostituto procuratore Raffaella Falcione e dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Sarà ora il giudice Nicola Iansiti a fissare l’udienza preliminare per discutere il caso.

LE ACCUSE. Il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, che ha coordinato l’inchiesta insieme al sostituto Raffaella Falcione, parla di una «gestione dissennata» della società. «Gli indagati – scrive D’Elia – sono stati attinti dalla misura cautelare poiché, dissimulando sin dal 2005 lo stato di gravissima difficoltà (e poi di dissesto) della società e compiendo dissennate operazioni gestorie, con la complicità degli organi di controllo, hanno distratto dall’attivo della società ingentissime somme di denaro quantificate in oltre dieci milioni di euro, in pregiudizio dei creditori».

La Procura contesta pagamenti per oltre 4 milioni di euro eseguiti dalla Midal a favore di società estere. Le fatture riguardavano operazioni inesistenti per prestazioni di servizi mai eseguire. In alcuni casi si trattava di consulenze per l’apertura di nuove sedi commerciali, o altri servizi. Ma gli indagati, stando alle accuse, avrebbero ripetutamente falsificato i bilanci della società fallita «artatamente gonfiati – spiega D’Elia – con l’indicazione di voci attive insussistenti per oltre 40 milioni di euro».

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