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Chiusura del tribunale di Gaeta, ricorso alla Corte Costituzionale

E’ stata fissata per il 4 dicembre 2013 l’udienza innanzi alla Corte Costituzionale in cui si discuterà della illegittimità della normativa sulla nuova geografia giudiziaria, che ha consentito la chiusura del tribunale di Gaeta ed è stata programmata la definitiva chiusura anche di quello di Terracina, entrambe sedi staccate del polo giudiziario di Latina.

“Il giudizio – spiega Armando Argano (nella foto) dell’Associazione Nazionale Avvocati Italiani – è stato promosso con ordinanza 22 maggio 2013 del Tribunale Penale di Gaeta in composizione monocratica, giudice Carla Menichetti, a seguito di eccezione sollevata dall’avvocato Luca Scipione, difensore degli imputati in quel processo”.

IL RICORSO. “Davanti alla Corte Costituzionale – si legge in una nota dell’Anai – sono intervenuti l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani, difesa dagli avvocati Maurizio De Tilla e Armando Argano, nonché la stessa Sezione di Latina dell’Anai, difesa dagli avvocati Armando Argano e Alfredo Soldera, nonché l’Associazione Avvocati del Sud Pontino, difesa da Giuseppe Gallinaro.

Dopo un primo rigetto di varie questioni di costituzionalità pronunciato dalla Corte con la sentenza 24 luglio 2013 n. 237, viene ora in rilievo un nuovo e specifico profilo di illegittimità sia della legge delega 148/2011, sia del D.Lgs. 155/2012, nella parte in cui prevede (alla tabella A) la soppressione della Sezione Distaccata di Gaeta, e nella parte in cui prevede (con l’allegato 1) l’accorpamento al Tribunale di Cassino dei comuni di Gaeta, Formia, Itri, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia”.

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