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Omicidio di Bella Farnia, assolto un indiano

Per la I Corte d’assise d’appello di Roma c’è un solo responsabile dell’omicidio di un cittadino indiano, trovato ucciso nel giugno 2008 nelle campagne di Bella Farnia, una frazione di Sabaudia. Si tratta dell’indiano Singh Kashmir che per quel fatto è stato condannato a 17 anni di reclusione. Assolto invece il connazionale Paul Shashi con la formula “per non aver commesso il fatto. Entrambi in primo grado erano stati condannati a 21 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Latina. La riduzione di pena di Kashmir è stata dettata dalla concessione delle attenuanti generiche.

Era il 5 giugno 2008, quando, al secondo piano di una villetta nel complesso ex Somal, fu trovato il corpo senza vita di Singh Manjit, 47enne, lavoratore stagionale presso un’azienda agricola, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il corpo dell’uomo presentava profonde ferite alla testa.

Secondo gli investigatori, l’omicidio maturò al culmine di una violenta lite tra connazionali per futili motivi. Nel luglio dello scorso anno, la Corte d’assise di Latina assolse due indiani con la formula per non aver commesso il fatto, condannando invece Singh Kashmir e Paul Shashi a 21 anni di reclusione ciascuno (tre anni in più rispetto a quanto aveva chiesto la pubblica accusa). Adesso, a conclusione del processo d’appello, è arrivata la riduzione di pena per Singh Kashmir e l’assoluzione per Paul Shashi.

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