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Interrogazione al ministro contro Acqualatina

«Se non si ritenga di intervenire con urgenza affinché ai sensi del D.P.C.M. 20 luglio 2012, venga immediatamente disposta la verifica, anche attraverso l’acquisizione di documenti, accesso ed ispezione, delle modalità di gestione del servizio idrico integrato nell’Ato4 – Lazio meridionale». È questa la richiesta avanzata al presidente del Consiglio e al ministro dell’Ambiente con un’interrogazione parlamentare dall’onorevole Filiberto Zaratti, membro della Commissione Ambiente della Camera.

«Ho esplicitamente chiesto al governo – spiega Zaratti – se ricorrano le condizioni per proporre al soggetto affidante, l’autorità d’ambito, la sospensione o la cessazione dell’affidamento del servizio idrico integrato, per grave inadempienza contrattuale da parte del gestore, considerato il deficit degli investimenti operati in questi anni da Acqualatina per realizzare il programma d’interventi previsti dal piano d’ambito e le reiterate violazioni nella gestione del servizio idrico integrato, a seguito delle modifiche apportate agli atti convenzionali, successivamente l’aggiudicazione della gara. Sulla gestione del servizio idrico nella provincia pontina – continua il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà – siamo al redde rationem e come nella triste vicenda della costa concordia, c’è chi vuole abbandonare la nave e lasciare il salatissimo conto da pagare, alle comunità locali. È davvero singolare che il presidente Cusani che in questi anni ha intrapreso decine e decine di ricorsi amministrativi, tutti puntualmente persi, per giustificare l’operato del Ato4 totalmente prono al volere del gestore, oggi si proponga paladino dell’acqua pubblica. La vicenda è fin troppo chiara e i sindaci lo hanno capito. Si vuol passare tutto l’indebitamento finanziario della società, compreso il famoso mutuo della Depfa Bank, sulle spalle dei comuni e condannare le amministrazioni al default». «Siamo convinti – conclude Zaratti – che oggi ci siano tutte le condizioni perché nella provincia di Latina si volti pagina e la gestione dell’acqua torni ad essere pubblica e partecipata, improntata a criteri di efficienza, economicità, equità, solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici del territorio».

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