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Clan Mallardo, sequestrati 112 immobili a Latina e provincia

Vasta operazione anticamorra dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, con l’impiego di oltre 100 militari tra Lazio, Campania, Sicilia e Calabria. Il valore dei beni sottoposti a sequestro, tra cui concessionari di auto, uno stabilimento balneare e centinaia di unità immobiliari, ammonta a oltre 50 milioni di euro.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Giuseppe Pignatone, e dai Sostituti Procuratori della Repubblica-Dda di Roma Lina Cusano, Maria Cristina Palaia e Barbara Sargenti, anche nel quadro della collaborazione avviata con la Dda di Napoli, hanno consentito di accertare l’ascesa, nella Provincia di Latina, dei fratelli Ascione, noti imprenditori campani, attraverso rapporti con esponenti di spicco del noto clan di camorra Mallardo. Come dimostrato dalle investigazioni del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, l’operatività criminale del clan è stata nel tempo orientata, oltre che al finanziamento del traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente al controllo – realizzato con la partecipazione finanziaria o con la riscossione di quote estorsive – delle attività economiche di rilievo (attività edilizia, appalti pubblici, forniture pubbliche, commercio all’ingrosso). Gli Ascione hanno accumulato un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare del tutto incongruente col modesto profilo reddituale emergente dalle dichiarazioni dei redditi. Per questo, ai sensi del dettato normativo del Codice Antimafia D. Lgs 159/2011, è stata applicata la sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza e il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio, direttamente o indirettamente, riconducibile a Michele, Giuliano e Luigi Ascione.

Sono stati sequestrate cinque società, con sede nella provincia di Latina e Napoli, di cui due operanti nel settore delle costruzioni di edifici, una nella locazione di immobili, una nel commercio di auto e una nel settore dell’intermediazione immobiliare; quote societarie di una società, con sede nella provincia di Napoli, operante nel settore della gestione di stabilimenti balneari; 112 unità immobiliari situate in provincia di Latina, Napoli e Cosenza; 175 auto, moto e un’imbarcazione; numerosi rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni per un valore complessivo di stima dei beni sottoposti a sequestro pari a oltre 50 milioni di euro.

Comments

comments

  • asfderw

    Ma poi tutti ‘sti soldi che fine fanno?

  • mpz

    cittadini di latina…..benvenuti a latina! forse qualcuno da oggi penserà che la criminalità ha fatto “qualche” investimento nel territorio pontino: sveglia! ! !

  • Cittadino di Latina

    Subito la una sede DDA a Latina!

    Un pezzo troppo grande della città è addormentato come al solito. Sveglia!

  • Andrea

    Speriamo che gli immobili sequestrati li danno a famiglie senzatetto bisognose

  • Bianca Maria

    Solo in pochissime eccezioni lo Stato si è appropriato dei beni sequestrati . Il motivo è che gli mancano gli strumenti per farlo. O è una cosa voluta, visto che in parlamento svolazzano mafiosi e delinquenti che hanno tutto l’interesse a non approvare una legge che vada contro loro stessi.

MandarinoAdv Post.