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Teatro, un successo il debutto di Canale Mussolini

Tante personalità e soprattutto cittadini di Latina hanno fatto registrare il tutto esaurito per la prima dello spettacolo ispirato a Canale Mussolini. Il pubblico nell’arco dei due atti è rimasto avvolto nella scenografia, che, adattata allo spazio all’aperto dei Giardini Comunali ha evocato alla perfezione il contesto rurale con continui rimandi alla struttura urbana.

Il lavoro minuzioso del disegno luci curato da Gianluca Cappelletti e la particolare scelta sonora del bordone in quadrifonia di cui si è preso cura Angelo Longo, hanno enfatizzato al meglio i movimenti di scena, curati mirabilmente da Maria Carpaneto sugli allestimenti di Gianluca Amodio.

All’interno dell’articolata scenotecnica si sono espressi in maniera magistrale gli attori: Giorgio Colangeli, Marina Biondi, Melania Maccaferri, Emanuele Accapezzato Silvia Ciarmatori Walter Cordopatri Giorgia Giovannetti Ludovica Grimaldi Lara Lasala Stefano Muroni Sara Negrosini Roberto Repele Benedetta Rubera Marisa Sarno Morris Sarra Marinella Scavone Aldo Sorrentino Francesca Rossetti, infondendo possenti emozioni al pubblico presente.

Il regista Clemente Pernarella, trepidante poco prima del debutto, (preoccupato soprattutto per il giudizio della città, una città che conosce molto bene il romanzo), si è dichiarato soddisfatto dopo lo spettacolo: “In questi mesi di lavoro ho avvertito molto il peso e la responsabilità della messa in scena dell’articolata opera letteraria di Antonio Pennacchi che narra il mito di fondazione; l’ansia per l’attesa del giudizio, non è certo mancata, ma, ora sono soddisfatto di questo primo studio di adattamento del testo che sono riuscito a realizzare proprio qui, interamente a Latina, grazie alla collaborazione di tante persone che hanno creduto nel progetto e che operano nel settore artistico locale. Data la complessità del libro, la rappresentazione evidenzia ancora una forte parte di ricerca che si manifesta soprattutto nel secondo atto. Proprio il secondo atto è stato affrontato intenzionalmente con la formula della “mise en espace” poiché, avevo la necessità di testare dal vivo la reazione del pubblico, per individuare sena più incertezze la linea narrativa e l’intero percorso drammaturgico da intraprendere per la definitiva struttura dell’adattamento teatrale. “Canale Mussolini” è stato realizzato interamente a Latina e questo mi permette di pensare che il “teatro pontino “ sia ormai una realtà, esiste, ed è fatto di storie, d’infinite professionalità e la comunità è pronta, attenta, e quando le proposte culturali sono serie e strutturate, risponde sempre favorevolmente. Anche le vendite dei biglietti vanno benissimo e questa, è una risposta tangibile al desiderio di partecipazione del tessuto cittadino”.

Comments

comments

  • strehler

    primo atto NOVE
    secondo atto SEI

  • Gianluca Mattioli

    si bellissimo sopratutto il pubblico.. tutto latinense e tutto il PDL schierato…………. come prova generale niente male… un grande successo:al PDL piace da sempre lo spettacolo e poi la soap opera e la telenovela è sempre auspicabile nei momenti di crisi sopratutto quando a pagare sono in tanti. Ancora una volta il MinCulPop ha esercitato il potere quello vero della propaganda fascista……….. il popolo, l’esercito di Silvio ha trionfato. (dalla stampa di regime……. tutti infila…)……. niente di nuovo…. siamo felici che in tempi di crisi si faccia lo spettacolo più gradito da sempre: la messinscena del ridicolo ……… all’armi siamo fa
    scisti……….

  • Claudio

    Peccato poco pubblicizzato, mi sarebbe piacuto vederlo.
    Finalmente un poco di cultura vera!! Non quella sposorizzata dalla sinistra.

  • Gianluca Mattioli

    Un lavoro fascista, robba da fascisti, una celebrazione fascista…… non è stato pubblicizzato proprio per questi motivi….. i fascisti sono una nomenclatura predatoria in questa città…. si ritirano a celebrare i loro riti nostalgici così…….. da fascisti……. ci mancava solo un “PRESENTE”———— d’altra parte su “Canale Mussolini” questa città non ha mai offerto e saputo proporre un dibattito……….. si dovrebbe parlare delle telenovelas delle soap opere e sulla predazione dei fasci sull’ONC……… predazione che continua ancora oggi………… signori sveglia: chi ha pagato?….. almeno vergognatevi del fascismo che proponete…………….

  • elisa

    Un articolo piuttosto sommario e privo di giudizi sulla rappresentazione teatrale aparte quella del regista che giustamente si ritiene soddisfatto, come nn esserlo essendone l’artefice.
    Io c’ero e posso dire che la sceneggiatura era del tutto inesistente, un magro adattamento , fallito, dal libro alla forma teatrale. Una rappresentazione teatrale scarna di dialoghi e piena di racconti e monologhi in 3a persona. Piuttosto noioso, da mettermi in condizione di fuggire per il secondo atto(l’ultima mezz’ora). Sicuramente degni di lode gli attori e il suggestivo studio dell’illuminazione. Come dice il giornalista un successo senza dubbio per via della presenza di numerose autorita’ come se loro fossero la vera e propria forma d’arte della serata…ma io sono piu inorridita dall’articolo cmq che dalla rappresentazione teatrale……tutto deve avere un rendiconto politico? io la vedo come la storia della nascita della nostra citta’ latina e per questo degno di considerazione, davvero banali i commenti politici….

  • lupino buzzo

    a Latina molti fanno finta di aver letto il libro di Pennacchi, sicuramente quel parterre della prima serata era inadeguato a percepire l’essenza della piece teatrale

  • Gianluca Mattioli

    Per è il potere che mostra i muscoli della letteratura, in realtà è solo l’aspetto becero del fascismo. Il materiale ricalca la propaganda fascista della minestra storica del potere: cazzate da soap operetta vendute come espressione goliardica del Grande Capo che per fortuna c’è lui. Gli intervenuti politicanti del regime sono la nostra nomenclature assomigliano ai boiardi del potere che sò per es. lele mora, emilio fede, al vescovo dellio ior che faceva il riciclaggio………. un commento? Una paparazzata fascista appunto un inno al MinCulPop roba della nostra cantina di opportunisti. Il libro è opera mondadori ed è un fumettone, non ha niente di storico e niente di documentato…….. l’unica cosa vera è il gattino che miagola per la stupidità latiennese… anzi ci metterei pure la motocicletta del duce rombante la notte sulla fettuccia…….. le fregnacce al popolo stupido che cerca l’illusione del Capo Carismatico a tutti i costi…. è l’unica cosa interessante da segnalare: la stupidità di quelli che hanno dimenticato che nel ”43 era tornata la palude per blooccare l’avanzata degli americani……………………

MandarinoAdv Post.