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Mazzette per eludere le tasse, arrestato un pontino

Due pubblici funzionari, due professionisti e un faccendiere finiti ai domiciliari. Altri due indagati denunciati e sottoposti ad obbligo di firma e «centinaia di migliaia di euro sottratti alla riscossione tributaria». È il bilancio dell’operazione ‘Stolen Tax’ della Guardia di Finanza di Parma, che ha smantellato una organizzazione finalizzata all’elusione delle tasse a favore di imprenditori della città emiliana.

Tra i reati contestati corruzione, peculato, tentata concussione, falso ideologico, truffa ed esercizio abusivo della professione. «Il sistema chiavi in mano ideato dagli indagati – ha spiegato il comandante della Gdf parmigiana Guido Maria Geremia – consentiva di impedire la riscossione di somme pronte ad essere introitate attraverso un complicato giro di atti falsi, operazioni societarie all’estero e ricorsi tributari pilotati con la complicità di due funzionari di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate».

Ai domiciliari sono finiti: l’avv. Alberto Pangrazi Liberati, parmigiano di 51 anni; la sedicente commercialista parmigiana Patrizia Fazio, di 46; Mario Ferrante, 56, cosentino, dipendente dell’Agenzia delle Entrate; Pio Pirozzi, 45, originario di Latina, funzionario di Equitalia; e Luigi Tronci, faccendiere attivo a Reggio Emilia ma nato nel leccese 47 anni fa. Per gli inquirenti, un ruolo di «primo piano» nel sistema di evasione era ricoperto dalla falsa commercialista. Era lei a fungere da collettore tra i funzionari pubblici e gli imprenditori indebitati col fisco. Suoi complici erano l’avvocato Pangrazi Liberati e Tronci. Intercettavano gli imprenditori e li indirizzavano ai funzionari di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate. Da un lato c’era poi Ferrante che agiva per non dare seguito ai provvedimenti di iscrizione al ruolo o ai pignoramenti che Equitalia avrebbe dovuto eseguire su indicazione delle Entrate. L’indagato redigeva ricorsi e atti difensivi, con la falsa commercialista e l’avvocato, servendosi dei documenti a disposizione del suo ufficio. Lo stesso funzionario, poi, formava e inoltrava a Equitalia falsi provvedimenti di sgravio attestando l’insussistenza di crediti erariali già iscritti a ruolo.

L’ufficiale di riscossione Pirozzi, invece, si occupava di ‘risolverè, attraverso la costituzione di società all’estero, le situazioni debitorie più consistenti. Le società, ad esempio in Croazia o Lettonia, non erano più aggredibili dal fisco che non poteva recuperare l’imposizione. Per la Gdf Pirozzi e Ferrante avrebbero impedito che potessero essere riscossi crediti accertati per diverse centinaia di migliaia di euro. Le tariffe dei servizi variavano da impegno richiesto e importi da pagare al fisco. Le prestazioni illecite più rilevanti avrebbero portato al pagamento di bustarelle tra i 20.000 e i 60.000 euro. L’inchiesta, del sostituto Paola Dal Monte, è partita un anno fa.

«Un cittadino – ha spiegato il procuratore della Repubblica, Gerardo Laguardia – ha denunciato la richiesta di una tangente da 3.000 euro per chiudere la propria pendenza». Equitalia ha già avviato misure disciplinari nei confronti del dipendente e l’Agenzia delle Entrate invece aveva già licenziato il proprio a gennaio.

Commenti

commenti

  • Principe Vlad

    Hai capito il Pio Pirozzi !!!

MandarinoAdv Post.