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Mafia a Fondi, pene ridotte ma l’accusa regge

Regge l’accusa di associazione mafiosa a Fondi, ma sono sette le condanne ridotte dai giudici nel processo d’appello. In primo grado, il collegio penale del tribunale di Latina, presieduto da Lucia Aielli, aveva emesso pene per 110 anni di carcere, riconoscendo per sei degli imputati l’aggravante dell’associazione per delinquere, e quindi la presenza di infiltrazioni nel Comune di Fondi e di un gruppo mafioso che avrebbe agito condizionando gli affari del mercato ortofrutticolo.

Queste le pene ridotte: dieci anni e otto mesi per i fratelli Carmelo e Venanzio Tripodo (15 in primo grado), nove anni per Aldo Trani (13 in primo grado), cinque anni e sei mesi per Antonino D’Errigo (sette in primo grado), sei anni per Franco Peppe (7 in primo grado), cinque anni e otto mesi per Riccardo Izzi (6 in primo grado). Tra i legali delle posizioni più rilevanti, gli avvocati Angelo Palmieri, Maria Antonietta Cestra, Giuseppe Lauretti, Giulio Mastrobattista, Domenico Oropallo. Ulteriore variazione per Maria Laura Trani, due anni con la sospensione della pena. Le restanti condanne di tutte le altre posizioni sono state confermate, come richiesto dal procuratore generale Arcibaldo Miller.

E’ stata anche disposta la scarcerazione per Carmelo Tripodo e Aldo Trani, per l’imminente decorrenza dei termini di custodia cautelare. Con la sentenza di ieri sono stati esclusi dai risarcimenti i consiglieri comunali che si erano costituiti parte civile, confermati, invece, quelli per la Regione.

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