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“La giudice” Paola Di Nicola presenta il suo libro a Latina

Il giudice Paola Di Nicola, sabato 4 maggio 2013 alle ore 10.30 nella sala del Circolo Cittadino di Latina (piazza del Popolo) presenterà il suo libro “La giudice -Una donna in magistratura” (ed. Ghena, 2012).

Presentano l’incontro Anna Maria Tomassini e Luca Giudetti. Intervengono: Tiziana Coccoluto (Giudice presso il Tribunale di Roma) e Giovanni Malinconico (presidente Ordine degli Avvocati di Latina)

CHI E’. Paola Di Nicola, attualmente Giudice penale presso il Tribunale di Roma, ha operato fino al 2008 presso il Tribunale di Latina, prima di presiedere nel 2009- 2010 il Collegio, appositamente costituito presso il Tribunale di Napoli, per l’emergenza rifiuti in Campania.

“La giudice” è il suo libro di esordio. E’ il racconto di un percorso di emancipazione fatto in un ambiente che fa fatica a perdere i tratti di una casta, che l’autrice conclude simbolicamente con una visita in tipografia per ordinare un timbro in cui la parola giudice sia preceduta dall’articolo al femminile.

La bella e densa prefazione è scritta da Melania Mazzucco (l’autrice di “Vita” e di altri grandi romanzi), a cui Paola Di Nicola è legata da antica e profonda amicizia. “Perché” si interroga Mazzucco “l’articolo determinativo che rivela la persona fisica dietro la funzione sembra così importante al giudice Paola Di Nicola?”

“Perché” ci spiega “lo scritto che vi accingete a leggere è la narrazione di un percorso, insieme individuale e collettivo: e l’articolo femminile ne rappresenta il cuore, la ferita e il temporaneo traguardo.[…] E’ una sorta di diario in pubblico, un’autobiografia in cui si mescolano la camera di consiglio e la cucina, l’autobus e il tribunale, il ticchettio di un paio di scarpe coi tacchi e il clangore metallico delle chiavi del carcere, la filosofia e la tipografia, il corpo del reato e il corpo del giudice, la divisa e la toga.

Ma è anche la cronaca giudiziaria di una nazione che è stata la culla del diritto, e in cui le sentenze dei tribunali hanno spesso scritto la storia del costume, del pregiudizio, del progresso sociale, del suo arresto o regresso. E’ dunque anche un’autobiografia collettiva, scandita da processi epocali (fra cui quello celebre per stupro di Latina), di cui la tappa più illuminante è il dibattito dei Costituenti circa l’ammissibilità delle donne all’esercizio della giurisdizione: il linguaggio dei magistrati a essa contrari è un monumento triste ed esilarante alla stupidità umana, quale nemmeno uno scrittore malizioso come Flaubert avrebbe potuto immaginare. […]”.

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