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| IL TAR DICE NO AL PDL, POLVERINI SPERA ANCORA |
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| Martedì 09 Marzo 2010 00:51 | |||
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Un pezzo importante del Pdl del Lazio rimane fuori dalla corsa per le elezioni regionali del 28 marzo anche se la candidata del centro destra Renata Polverini spera ancora che una soluzione possa essere trovata grazie anche all'annunciato ricorso al Consiglio di Stato. Un ulteriore appello che però deve fare i conti con i tempi stretti della campagna elettorale: l'eventuale riammissione della lista Pdl dovrebbe infatti essere decisa entro i 15 giorni precedenti il voto per permettere ai candidati di presentare i loro programmi agli elettori. Se i tempi non fossero rispettati si andrebbe verso un rinvio del voto. Per ora di certo c'è la decisione del Tar del Lazio che con un'ordinanza ha respinto la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali. Le motivazioni si sapranno solo il 6 maggio quando è stata fissata la discussione di merito sul ricorso del Pdl. Al momento, però, per usare le parole del ministro dell'Interno Roberto Maroni, «se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto». Oggi i giudici amministrativi non sono entrati nel merito della questione decidendo soltanto sulla richiesta di sospensione cautelare del provvedimento di esclusione della lista Pdl Roma. Per i togati amministrativi del Lazio il decreto legge 'salva listè comunque non «può trovare applicazione perchè la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione. A seguito dell'esercizio della potestà legislativa regionale la potestà statale non può trovare applicazione nel presente giudizio», hanno spiegato i giudici. Non solo: i giudici hanno sottolineato che non c'è prova che la documentazione per la presentazione della lista Pdl Roma fosse completa. Ed è il vice presidente della Regione Lazio Esterino Montino ad augurarsi che «il centro destra, almeno questa volta, prenda atto della sentenza del Tar con sobrietà e senza esagerazioni. Credo sia veramente arrivato il momento di abbassare i toni e di consentire da parte di tutti e soprattutto verso gli elettori un clima di fiducia verso la scadenza del voto ormai prossima». E se Emma Bonino ha commentato dicendo: «prendo atto di questa decisione. Sarà utile vedere le motivazioni che sono lunghe, a quanto mi dicono, e che saranno rese pubbliche domani. I giudici vadano avanti, chi deve decidere decida». La sua rivale del centrodestra Renata Polverini si è limitata a dire: «Aspetto le motivazioni». Lapidario il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «c'è un rischio di elezioni a Roma profondamente alterate». Il Pdl però andrà comunque avanti anche nel tentativo di rientrare nella competizione. Oltre a percorrere la strada del ricorso al Consiglio di Stato oggi ha anche ripresentato in Tribunale la documentazione necessaria per presentare la lista del Pdl che il 27 febbraio non era stata consegnata. Secondo quanto prevede la legge, l'Ufficio elettorale ha 24 ore per ammettere la lista. Si tratterà di vedere se la decisione del Tar di oggi peserà sull'eventuale ammissione la lista. La lunga giornata dei ricorsi, è iniziata con l'avvocato Gianluigi Pellegrino che ha depositato per il Pd un atto di significazione che diffida la Commissione elettorale del Tribunale di Roma ad ammettere alla competizione elettorale la lista che più tardi il Pdl avrebbe consegnato. Secondo Pellegrino «la posizione della lista Pdl Roma non è compatibile con le previsioni del decreto legge cosiddetto 'salva-listè, quindi l'eventuale ammissione sarebbe illegittima perchè violativa del dl approvato dal governo». E, ancora, «il fatto che gli esponenti del Pdl si siano portati via il plico alle 17 fa uscire fuori il caso lista Pdl Roma dalla fattispecie perchè loro in base al dl potevano presentare oggi la lista che avevano in loro possesso fino alle 12 ma avendo prelevato il plico alle 17 e avendolo riportato alle 19:30 sono fuori dai termini». Poco più tardi il Pd ha consegnato un secondo atto di significazione, in questo caso ai carabinieri del Comando provinciale di Roma, chiedendo di consultare l' autorità giudiziaria in merito alla restituzione del famoso plico che conterrebbe la documentazione del PdL, ora in consegna presso i militari.
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Commenti dei lettori
(5)
Perche' votare?
scritto da mariolino , 09 marzo 2010
Scusate tanto ma visto che il PDL deve vincere per forza altrimenti si parlerà di brogli e si arrivera' alla guerra civile, PERCHE' ANDARE A VOTARE? Faccio una proposta: FASCISTI E PDL FACCIANO IN 5 minuti UN DECRETINO, blindato, CON IL QUALE SI ABROGANO LE ELEZIONI E I PROCESSI FINO ALLA MORTE NATURALE DEL CAVALIERE. Semplice. Se si fa un telesondaggio il 60% degli italiani sara' favorevole a non votare e a dare la vittoria alla PDL. Semplice semplice.
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Educhiamoli, ne hanno bisogno
scritto da Aurelio da Terracina , 09 marzo 2010
Quando si vota si vince o si perde lo decidono i cittadini che esprimo un sufragio sulle liste presenti,credo sia ora di finirla di dire che una parte del popolo era esclusa, una parte del popolo non trovava la sua lista perchè l'imcompetenza o la guerra fra i suoi rappresentanti ha impedito di presentarla. Cosa c'entra la sinistra in tutto questo? Prendetevela con chi vi rappresenta. Vorrei ricordare che nel 2001 il centro destra a elezioni avvenute presentò un ricorso per due firme non corrette vinse il ricorso e vennero annullate l'elezioni che aveva vinto l'ULIVO. Questo è il rispetto per il popolo Molisano che aveva scelto da chi essere governato e non mi risulta che il centro sinistra fece della confusione come non fece della confusione l'UDC quando venne esclusa la sua lista. Solo la destra forte della sua arroganza ha messo in piedi il casino di questi giorni. Il fatto vero che questi politici di destra sono una banda di pasticcioni e vogliono addossare le loro colpe alla sinistra. E' il caso di dire che la vostra arroganza cafona fa vergognare il popolo italiano. All'estero ridono di voi. Ma tutto sommato forse è meglio non bocciarli, semmai educhiamoli, ne hanno bisogno per salvarsi.
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Rinvio elezioni per errori Pdl? Per carità...
scritto da Carbonaro , 09 marzo 2010
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"...Se i tempi non fossero rispettati si andrebbe verso un rinvio del voto." Scusate, ma chi l'ha detto? Perchè rinviare il voto per una lista esclusa? Nella legge elettorale non si dice nulla di ciò. E' un vostro errore o state diffondendo una notizia falsa (Minzolini docet)? E' vero che sarebbe un colpo all'elettorato del Pdl non poter dare il loro voto ai loro candidati preferiti (possono comunque votare per la Polverini e i suoi alleati). Poi Bersani, Di Pietro ed altri dell'opposizione hanno detto di non desiderare una vittoria a tavolino, bensì una giusta competizione elettorale. Il problema sta tutto nel Pdl, che ha dimostrato l'incapacità e le tensioni interne fra i suoi membri. Aggiungendo la sua abituale mancanza di senso autocritico (ma quando mai!) hanno voluto incolpare gli avversari per il pasticcio che loro hanno creato. Forse un po' di umiltà, diplomazia e concertazione con le altre forze politiche avrebbero permesso una soluzione politica. Ma la via del decreto emesso e possibili rinvii è illegale, sarebbe aggiungere pasticci al pasticcio iniziali. Lasciamo decidere alle autorità competenti, senza interferenze. Ma la legge è chiara e sarebbe difficile la riammissione della lista Pdl (salvo forzature e colpi di mano). Segnala abuso
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Gli impresentabili del PdL che sognano una poltrona
scritto da Bocca della verità , 09 marzo 2010
C’è il senatore che è una macchina da guerra delle raccomandazioni. C’è l’imprenditrice che doveva costruire un albergo, ma poi pensò bene di scavare, scavare e scavare ancora, e il medico con la passione per la politica finito in brutte storie. Pure lui produceva segnalazioni: amici, amici degli amici, elettori. E’ l’elenco degli “impresentabili” del Lazio, tutti dell’area Pontina, tutti candidati con la destra di Renata Polverini, la sindacalista che aveva promesso pulizia nelle liste. Claudio Fazzone, ras dei voti, collettore di preferenze, padrone del territorio. Romolo Del Balzo, medico di Minturno legatissimo a Fazzone e candidato al consiglio regionale, compare nelle carte di Damasco per una vicenda di recupero crediti alla quale si sarebbe interessato proprio Carmelo Tripodo. Del Balzo è indagato dalla Procura di Latina per una storia di raccomandazioni per la selezione di un corso di infermieri e per le pensioni di invalidità. Gina Cetrone, invece, è candidata nel listino della Polverini.Se la sindacalista che voleva liste pulite vincerà, occuperà uno scranno alla Pisana che la ripagherà delle disavventure giudiziarie. E' finita nelle maglie della giustizia per abusivismo edilizio e abuso d’ufficio. Senza permessi era stata sbancata una intera collina.
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Diffidate di questo personaggio e dei suoi seguaci
scritto da Aurelio da Terracina , 09 marzo 2010
Con Berlusconi al governo la democrazia in Italia è in pericolo. Il presidente del Consiglio vuole instaurare nel Paese una dittatura di fatto, in cui tutti siano asserviti ai suoi voleri e anche i magistrati siano assoggettati al suo controllo. La denuncia della Prima Commissione del Csm fotografa la realtà gravissima di un capo di governo che non perde occasione di attaccare i magistrati, colpevoli solo di fare il loro dovere, e ne delegittima continuamente l’azione. Berlusconi è quello che ha definito i giudici ‘talebani’, matti, mentalmente disturbati e antropoligicamente diversi, quello che si sottrae ai processi con le leggi ad personam. In un Paese normale tutto questo non potrebbe accadere, in Italia, purtroppo, è realtà di tutti i giorni. Il governo non ha piu' un centesimo e decide di rubare nel piatto delle pensioni. Si fregano i soldi del Tfr dei lavoratori per sistemare gli speculatori e gli intrallazzatori a cui va lo scudo fiscale. Il debito pubblico ha raggiunto quota 1.800 mld di euro, crescendo a colpi di 10 miliardi di euro al mese: un triste primato di questo governo. oltre 100 mila precari della scuola sono stati mandati a casa, insieme a un milione di senza lavoro e a un numero imprecisato di aziende che hanno chiuso i battenti. La provincia di Latina ha il tirste primato di fabbriche chiuse con la maggior disoccupazione più alta d'Italia con gli agricoltori pontini costretti a scendere in piazza contro questo governo che ogni giorno li strozza sempre di più e sono costretti ad abbandonare l'attività. Adesso i politici di destra si presentano come il nuovo un nuovo che sa di vecchio. Per fortuna la gente onesta, buona , laboriosa inizia a capire dove sta il bene e dove sta il male. Oggi il male e rappresentato dai politici di destra e dai suoi devoti.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 00:51 |










