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Latina, strisce blu: nuovo esposto alla Corte dei Conti

Oltre tre milioni di euro. A tanto ammonta il danno erariale che l’affare “Urbania” ha causato al Comune di Latina. Il consorzio di Torre del Greco, che fino allo scorso dicembre proprio nel capoluogo pontino gestiva le aree di sosta a pagamento, non ha, infatti, rispettato i piani di rientro che aveva concordato con l’amministrazione, con un peso per le casse comunali di 1,7 milioni di euro, a cui vanno aggiunti ulteriori somme per la mancata riscossione di TIA e TARSU ed il mancato controllo della parte pubblica sulle riscossioni dei parcometri del privato. Il tutto per una somma complessiva stimabile in non meno di 4 milioni di euro.

E’ proprio per fare chiarezza una volta per tutte sull’intricata questione, di cui il Comune è ritenuto il primo responsabile, se il gruppo consiliare del Partito Democratico, con il sostegno del comitato civico Bugia Blu che per anni si è battuto affinché la convenzione tra l’ente ed il consorzio Urbania venisse rescisso, ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti contro l’azienda partenopea e l’amministrazione comunale. esposto strisce blu

Dalle verifiche effettuate risulta come la parte più consistente dell’ammaco, 1.303.387 euro, sia quella relativa al mancato pagamento del corrispettivo economico da parte di Urbania al Comune di Latina per la gestione delle strisce blu, come previsto dalla convenzione. “Dalla nota del Comune di Latina – denunciano gli esponenti del Pd e del comitato Bugia Blu – risulta che il gestore, alla scadenza contrattuale di fine novembre 2011, ha lasciato la città con un buco milionario enorme per le casse comunali. L’amministrazione, nonostante gli innumerevoli richiami dell’opposizione e dei cittadini, non è riuscita ad impedire tale ammanco economico, che si è andato consolidando nel tempo e alla luce del sole. Giova ricordare come nel mese di febbraio 2012 il “Consorzio Urbania – Vivere la città” con il quale l’amministrazione aveva stipulato un contratto per la gestione dei parcheggi, colpito da una informativa antimafia della Prefettura di Napoli, ha ceduto il servizio ad altro ente giuridico, la Urbania Multiservizi spa, anch’essa parte del consorzio aggiudicatario. Un’operazione di aggiramento dell’informativa che ha di fatto permesso ai medesimi individui di continuare a gestire la sosta a pagamento in città. A fronte della risoluzione immediata del contratto effettuata da altre amministrazioni legate al consorzio Urbania – dicono – il Comune di Latina in data 20 febbraio 2012 si riunisce in conferenza dei servizi dichiarando che gli uffici comunali hanno iniziato a verificare se la nuova azienda subentrata possieda tutti i requisiti previsti dal bando di gara. Nei due mesi trascorsi per l’accertamento la Urbania Multiservizi riscuoteva pacificamente gli incassi, senza al solito alcun contraddittorio o verifica da parte dell’ente. Il corrispettivo contrattuale di tali introiti, riscossi mese per mese sino a novembre 2012, non sono mai pervenuti nemmeno parzialmente nelle casse comunali”.

Ai 1.303.387 euro si aggiungono, infatti, i 391.900 euro per la mancata riscossione delle penali che il Consorzio Urbania dovrebbe all’amministrazione, visto il costante ritardo nei pagamenti dei corrispettivi mensili,  173mila euro per la fideiussione rilasciata da Urbania, la somma relativa alla mancata riscossione di TIA e TARSU e quella per il mancato controllo della parte pubblica sulle riscossioni dei parcometri del privato. Il tutto per una somma complessiva stimabile in non meno di 4 milioni di euro.

“La disamina analitica dei costi – attaccano Pd e Bugia Blu – evidenzia le chiarissime responsabilità dell’amministrazione comunale di Latina per quella che crediamo debba considerarsi ad oggi una delle più grandi vergogne per la nostra città. A nostro avviso la “disattenta” amministarzione è stata sempre al corrente del danno erariale che si andava via via configurando, se non altro perché costantemente avvertito sia dall’opposizione politica in consiglio comunale sia dal comitato cittadino Bugia Blu”.

L’esposto di oggi fa seguito a quello depositato a dicembre 2011 nel quale il comitato Bugia Blu, denunciando irregolarità economiche e violazioni contrattuali che facevano già allora intuire la rilevanza del danno economico che si andava configurando nel tempo, chiedeva alla Corte dei Conti di intervenire affinché tale danno non si prolungasse oltremodo.

 

 

 

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