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GIALLO DI SONNINO, DUE INDAGATI PER LA MORTE DI LUCA

di MARCO CUSUMANO *

Diventa un giallo la morte di Luca Antonio Di Castro, 22 anni, volato da 25 metri di altezza alla stazione delle autolinee di Sonnino. Sul caso indaga la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Roma che ha iscritto sul registro degli indagati due ragazzi minorenni. Non si tratta più, dunque, di un’indagine “formale”, di un “atto dovuto” come si dice in questi casi. Ma il caso prende la forma di un’inchiesta concreta, avviata per arrivare ad eventuali responsabili.


L’autopsia, prevista per ieri, è stata rinviata a questa mattina e sarà effettuata dal medico legale Cristina Setacci alle ore 10. Ieri è stato notificato un avviso agli indagati (uno dei quali è difeso dall’avvocato David Di Micco) e alla famiglia del ragazzo morto per dare la possibilità a tutte le parti coinvolte di nominare un consulente tecnico che potrà partecipare all’esame autoptico. Ciò consente una tutela sia degli indagati che dei familiari del ragazzo deceduto.

E’ evidente che c’è qualcosa da chiarire, il mistero riguarda la dinamica. Come ha fatto Luca a cadere da quell’altezza? I ragazzi stavano forse scherzando tra di loro? Qualcuno ha forse spinto involontariamente Luca proprio nel momento in cui era seduto sulla ringhiera? Domande sulle quali lavorano i magistrati della Procura che indagano sulla vicenda insieme ai carabinieri.

La decisione di indagare su due minorenni, probabilmente per omicidio colposo, è stata presa in seguito alle dichiarazioni rese da altri ragazzi presenti al momento della tragedia. Forse qualcuno ha riferito una dinamica differente da quella raccontata dagli altri, forse qualcuno è stato più esplicito ipotizzando addirittura la responsabilità dei ragazzi indagati. Tutte ipotesi plausibili ma non confermate visto che il fascicolo è coperto dal segreto d’indagine. L’inchiesta sta muovendo i primi passi e si trova dunque in una fase delicatissima. Oltre all’autopsia saranno effettuati anche gli esami tossicologici per verificare, come avviene sempre in questi casi, la presenza di alcol o droghe.

Luca Antonio Di Castro, 22 anni, stava per laurearsi in Antropologia presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”. Era un ragazzo vivace, sveglio e creativo. Suonava il basso in un gruppo, “Scincios Blues Band”: l’ultimo concerto proprio la sera della tragedia. «Un grande sorriso – ricorda un amico su Facebook – tanta disponibilità, ero felice di ascoltarlo mentre provava. Si era tagliato i capelli per essere più affascinante, la sua armonia e spensieratezza rimarrà sempre nei nostri cuori. Ciao Luca, rimarrai sempre un angelo che con tutti i tuoi strumenti crea melodie…».

(* Fonte: Il Messaggero 01-06-2010)

 

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